Bernie Sanders si oppone al movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele

Pubblicato il 5 maggio 2017 alle 16:15 in Israele Medio Oriente

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In un’intervista ad AJ+, l’ex candidato presidenziale e senatore, Bernie Sanders, si è espresso contro il movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS) e ha ribadito il suo supporto a Israele.

L’organizzazione ha lo scopo di fare pressione economica e politica su Israele, affinché termini l’occupazione e la colonizzazione delle terre palestinesi, permetta il raggiungimento dell’uguaglianza per i cittadini arabo-israeliani di Israele e rispetti i diritti dei profughi palestinesi. Sanders ha anche dichiarato di essere contro la soluzione a uno Stato.

Il senatore ha evitato di rispondere alle domande  riguardo a quale tipo di resistenza  dovrebbero utilizzare i palestinesi.

Bernie Sanders è stato il primo candidato ebreo alle presidenziali ad aver ottenuto una grande vittoria alle primaria nella storia americana. Inoltre, è stato anche il primo candidato a conquistare i distretti musulmani, vincendo nel Dearborn Michigan, una città con una popolazione araba-americana del 40 per cento.

Durante la sua corsa alle primari del Partito Democratico contro Hillary Clinton, Sanders ha sempre affermato il suo deciso sostegno a Israele. Tuttavia, il senatore ha anche fatto alcune dichiarazioni contro quello che ha definito come “attacchi sproporzionati” di Israele contro Gaza. Durante un dibattito televisivo sulla CNN, Sanders ha affermato che voler aiutare i palestinesi non significa essere anti-Israele.

L’intervista di AJ+ è avvenuta a seguito della stesura di una lettera pro-Israele firmata da Sanders e da altri membri del Senato degli Stati Uniti. Tale lettera è stata indirizzata alle Nazioni Unite giovedì scorso. Nel documento, il segretario generale, António Guterres, è stato invitato a esaminare il modo in cui i diversi organismi delle Nazioni Unite trattano Israele. “Il perseguimento continuo di Israele da parte del Consiglio dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite e di altre entità ONU è inaccettabile“, è scritto nella lettera redatta dal repubblicano, Marco Rubio, e dal democratico, Christopher Coons.

Tuttavia, Sanders si è distanziato dal contenuto completo del documento, dicendo: “Non ho scritto quella lettera, l’ho solo firmata. Non è una lettera che avrei scritto“.

Nel documento si minaccia anche di trattenere i contributi finanziari americani all’organo internazionale, una grave intimidazione dato che gli Stati Uniti sono il maggior contribuente delle Nazioni Unite.

Il senatore ha fatto presente che tale organizzazione dovrebbero rivolgere la propria attenzione a nazioni quali l’Arabia Saudita in cui le donne sono trattate come “cittadini di terza classe”.

Lo scorso marzo, la commissione economica e sociale delle Nazioni Unite per l’Asia occidentale, un’organizzazione periferica dell’ONU che lavora con i profughi palestinesi, ha pubblicato una relazione che afferma che “Israele ha istituito un regime di apartheid che sistematicamente istituzionalizza l’oppressione razziale e il dominio del popolo palestinese nel suo complesso“. La relazione è stata fortemente condannata dagli Stati Uniti e da Israele e la loro pressione ha portato il capo dell’agenzia a dimettersi il giorno seguente.

Bernie Sanders, politico statunitense e senatore per lo Stato del Vermont. Fonte: Wikimedia Commons

Bernie Sanders, politico statunitense e senatore per lo Stato del Vermont. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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