Venezuela: la costituente di Maduro acuisce la crisi

Pubblicato il 4 maggio 2017 alle 6:12 in America Latina Venezuela

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Il presidente del Venezuela Nicolás Maduro ha convocato un’assemblea costituente per redigere una nuova costituzione, una mossa definita come golpista da parte di molti paesi latinoamericani e dall’opposizione che ha lanciato un appello alla ribellione.

Il Presidente Maduro. Fonte: Wikimedia Commons

Il Presidente Maduro. Fonte: Wikimedia Commons

Una nuova costituzione redatta da 500 persone di provata fede chavista, questa la soluzione che Nicolás Maduro ha ideato per condurre il Venezuela fuori dalla crisi che attraversa ormai da mesi. L’assemblea costituente convocata dal governo di Caracas si poggia sui poteri territoriali locali (difatti si chiama Parlamento comunal) e dovrebbe presentare la nuova carta nei prossimi mesi. Ne faranno parte la Gioventù bolivariana, i beneficiari dei programmi governativi di sostegno sociale, i pensionati, i rappresentanti delle comunità indigene, mentre una metà dei membri sarà eletta dalle assemblee municipali. Non è prevista l’elezione diretta né la partecipazione di partiti politici. L’opposizione lo ha bollato come “congresso dei soviet” del chavismo.

È il golpe più grave della storia, Maduro pretende che in Venezuela non ci siano mai libere elezioni – ha dichiarato il presidente dell’Assemblea Nazionale Julio Borges, che ha lanciato un appello al popolo a ribellarsi contro il nuovo tentativo di autogolpe del Presidente. Migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Caracas e in altre città del paese per protestare contro la decisione di Maduro, definita una “mossa disperata” da parte di Freddy Guevara, uno dei leader delle opposizioni. Nel corso delle manifestazioni antigovernative, iniziate lo scorso 25 marzo, sono morte più di trenta persone, ma Borges invita a non mollare, non frenare, non retrocedere.

La decisione di Maduro è stata critica anche da membri del suo partito. La costituzione del 1999, voluta da Hugo Chávez è la migliore del mondo – secondo il generale Torres, compagno d’armi del defunto leader socialista – basta applicarla e farla rispettare.

I paesi latinoamericani hanno espresso preoccupazione e condannato la mossa del Presidente venezuelano. Il ministro degli esteri del Brasile ha definito la convocazione assemblea costituente “un colpo di stato per perpetrarsi al potere”. Di colpo di stato ha parlato anche il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani Luis Almagro. Susana Malcorra, ministro degli esteri dell’Argentina, ha dichiarato che Maduro “getta benzina sul fuoco”. Anche gli Stati Uniti e il Cile hanno condannato la decisione di Maduro esprimendo preoccupazione per l’evolversi della situazione a Caracas.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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