Usa al Consiglio di Sicurezza dell’Onu: più sanzioni alla Corea del Nord

Pubblicato il 3 maggio 2017 alle 10:23 in Asia Corea del Nord

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Gli Stati Uniti all’Onu vagliano le opzioni per aumentare la pressione sulla Corea del Nord, in seguito all’ennesimo tentativo di lancio missilistico effettuato da Pyongyang.

La Corea del Nord ha tentato un nuovo test di lancio di un missile balistico, il 29 aprile, rivelatosi fallimentare. L’azione è tuttavia sufficiente ad esasperare ulteriormente il clima di tensione tra Pyongyang-Washington e Pechino. Donald Trump ha descritto il lancio come un affronto alla Cina che si sta impegnando per far sentire la sua voce chiedendo a Pyongyang – suo alleato storico – di mettere fine al programma nucleare e missilistico.

Al Consiglio di Sicurezza dell’Onu la missione degli Stati Uniti ha chiesto nuove e più forti misure contro la Corea del Nord, martedì 2 maggio. “La serie di azioni della Corea del Nord avvenute a partire dal loro ultimo test nucleare ci costringono a cercare una gamma di misure che possano metterli sotto pressione”, ha dichiarato il portavoce degli Usa all’Onu. “Stiamo esplorando tutte le opzioni per una risposta a questa serie di provocazioni con i nostri colleghi del Consiglio di Sicurezza”, ha continuato il portavoce.

Secondo quando rilasciato da fonti diplomatiche, gli Stati Uniti sarebbero pronti a una risoluzione con maggiori sanzioni in caso di un ulteriore test nucleare o missilistico da parte di Pyongyang.

L’ultimo test fallito sabato 29 aprile è giunto a poche ore di distanza dall’appello per maggiori sanzioni rivolto da Rex Tillerson, segretario di stato Usa, al Consiglio di Sicurezza. Tillerson ha messo tutti in guardia affermando che una mancata azione contro Pyongyang potrebbe generare “conseguenze catastrofiche”.

Le provocazioni da Pyongyang sembrano non finire e lunedì 1 maggio l’agenzia di stampa ufficiale KCNA affermava che un test nucleare è possibile “in ogni momento in ogni luogo”.

Pyongyang afferma di essere in procinto di sviluppare un missile a lungo raggio equipaggiato con testatanucleare in grado di colpire il continente americano. Finora il paese ha condotto 5 test nucleari dal 2006, di cui 2 solo nel 2016. Nel corso degli ultimi 11 anni, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto al paese 6 set di sanzioni – 2 approvati nel 2016 – per aumentare la pressione sul regime di Kim Jong-un sperando di dissuaderlo dai suoi programmi nucleare e missilistico.

Nell’incontro del Consiglio di Sicurezza di venerdì 28 aprile, Tillerson ha chiesto a tutti i paesi di ridurre al minimo i rapporti diplomatici con Pyongyang e di imporre le sanzioni nel modo più severo possibile. Washington ha più volte chiesto alla Cina di avere un ruolo maggiore nella gestione della questione nordcoreana, essendo Pechino il maggior partner commerciale e alleato politico della Corea del Nord. Pechino, dopo il consenso a collaborare del presidente Xi Jingping al presidente Trump, ha iniziato ad applicare in modo molto duro le sanzioni e a chiedere a Kim Jong-un la rinuncia ai programmi in violazione delle risoluzioni Onu. Gli Stati Uniti hanno presagito che se la pressione imposta da Pechino non dovesse essere sufficiente, tutte le opzioni sono sul tavolo, compresa quella militare. Attualmente, una portaerei degli Stati Uniti, la Carl Vinson, insieme a un nucleo della marina e a un sottomarino sono situate nelle acque limitrofe alla Corea del Sud e al Mar Cinese Orientale. Dal 2 maggio in Corea del Sud è attivo lo scudo anti-missile di fattura statunitense noto come THAAD per la protezione della sicurezza del paese. La Cina vede il sistema di difesa anti-missile come una minaccia alla sua sicurezza nazionale e al fragile equilibrio regionale.

Consiglio di Sicurezza ONU. Fonte: www.un.org

Consiglio di Sicurezza ONU. Fonte: www.un.org

di Redazione

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