Astana 4: delegazione dell’opposizione siriana arrivata nella capitale kazaka

Pubblicato il 3 maggio 2017 alle 8:19 in Medio Oriente Siria

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Una delegazione dell’opposizione siriana, ieri, è arrivata nella capitale kazaka, Astana, per partecipare ai colloqui, il 3 e il 4 maggio, guidati dalla Russia per raggiungere una soluzione politica al conflitto in Siria.

Il gruppo dei ribelli siriani è diretto da Mohammes Alloush, leader della fazione Jaish al-Islam. Si tratta del quarto round di colloqui tra il regime di Bassar al-Assad e i suoi oppositori. Tali incontri sono sponsorizzati non solo dalla Russia, ma anche dall’Iran, entrambi sostenitori di Assad, e dalla Turchia, la quale appoggia l’opposizione. Inoltre, i meetings di oggi e domani, sono i primi che hanno luogo in seguito all’offensiva americana lanciata contro la base siriana di Sharyat il 7 aprile, in reazione al presunto attacco chimico sferrato da Damasco, con l’appoggio di Mosca, contro la cittadina dei ribelli siriani di Khan Sheikhoun, il 4 aprile, che ha causato la morte di quasi 90 persone.

Yehya Aridi, consigliere dell’High Negotiations Commitee (HNC) dell’opposizione, ha riferito che la delegazione che partecipa a questi colloqui è pressoché la stessa che ha partecipato ai meetings precedenti. Dall’altra parte, la delegazione del regime siriano sarà guidata da Bashar al-Jaafari.

L’inviato dell’Onu in Siria, Staffan De Mistura, prenderà parte agli incontri, i quali potrebbero gettare le basi per nuove negoziazioni di pace a Ginevra, in questo mese. I meetings di Astana sono considerati complementari ai colloqui di Ginevra, entrambi volti a trovare una soluzione politica al conflitto in Siria. Tuttavia, nessuno dei rounds finora conclusi ha portato a progressi concreti.

Il Ministero degli Esteri kazaco ha riferito che una delegazione statunitense, guidata da Stuart Jones, prenderà parte agli incontri questa settimana. Jones è l’assistente segretario di Stato per l’ufficio degli affari del vicino Oriente ed è l’ufficiale americano dal rango più alto a prendere parte ai colloqui, ai quali, fino ad ora, aveva partecipato l’ambasciatore americano in Kazakistan.

Ieri, il presidente americano, Donald Trump, ha colloquiato telefonicamente con il leader russo, Vladimir Putin. I due capi di Stato hanno affrontato la questione siriana e la situazione in corso con la Corea del Nord. Secondo quanto riportato da Time, Trump e Putin vorrebbero istituire delle safety zones in Siria, per promuovere la sospensione della violenza. Tale contatto avviene a quasi un mese dalle tensioni intorno al paese mediorientale, dal momento che la Casa Bianca aveva criticato il Cremlino per aver appoggiato Assad nel compimento del presunto attacco chimico, mentre la Russia ha posto il veto alla risoluzione dell’Onu che avrebbe condannato l’uso di gas tossici da parte di un governo. Subito dopo l’attacco del 4 aprile, Nikki Haley, ambasciatrice USA per l’Onu, aveva riferito che “Assad non smetterà di usare armi chimiche fino a che Mosca lo proteggerà”. Riguardo alla Corea del Nord, i due leader hanno concordato di voler collaborare per raggiungere una soluzione diplomatica.

Intanto, almeno 50 persone, di cui molti civili, sono morte in un attacco dell’ISIS a nord-est del confine siriano con l’Iraq, questa notte. Il gruppo di monitoraggio inglese, Syrian Observary for Human Rights ha reso noto che 5 kamikaze si sono fatti esplodere poco prima dell’alba a Rajm al-Salibi, un villaggio nella provincia di Hasaka, dove si torva un campo profughi temporaneo che ospita centinaia di cittadini che sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni. Dall’inizio del conflitto in Siria, nel marzo 2011, sono morte più di 320,000 persone.

Astana, capitale del Kazakistan. Fonte: Flickr

Astana, capitale del Kazakistan. Fonte: Flickr

di Redazione

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