Venezuela: avviato il processo di uscita dall’Organizzazione degli Stati Americani

Pubblicato il 2 maggio 2017 alle 15:53 in America Latina Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

 “Non abbiamo intenzione di tornare a far parte di questa Organizzazione. Si tratta di un passo storico per il Venezuela”, ha affermato Moncada nel corso di una conferenza stampa lo scorso 28 aprile, aggiungendo che il suo paese è stato uno dei membri fondatori dell’OEA, ma che “è arrivato il momento di lasciare l’Organizzazione per difendere la sovranità e l’indipendenza della nazione”.

Moncada ha spiegato che il Venezuela ha preso questa decisione in quanto “è stato ripetutamente violato il nostro diritto, la nostra sovranità, la nostra Costituzione ed i principi fondamentali dell’OEA”.

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, avrebbe preso la decisione di dare il via al processo di ritiro dall’Organizzazione dopo la convocazione da parte di questa di una riunione volta a discutere temi interni del suo paese senza ricevere alcuna notifica formale al riguardo. L’azione è stata dunque considerata da Maduro “un affronto alla sovranità nazionale del Venezuela”.

Assemblea della OEA. Fonte: cdn.com.do

Assemblea della OEA. Fonte: cdn.com.do

Il primo passo dell’iter di uscita è costituito dalla denuncia alla Carta della OEA mediante l’invio di una missiva al Segreterio Generale, Luis Almagro, il quale dovrà inoltrarla ad ognuno dei paesi membri. L’uscita definitiva dall’Organizzazione verrà completata nell’arco di ventiquattro mesi.

La decisione di ritirarsi dall’Organizzazione è stata ampiamente appoggiata dal popolo venezuelano, da altri governi latinoamericani, come quello cubano, e da organismi internazionali come l’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America – Trattato di Commercio dei Popoli (Alba-TCP).

Il presidente Nicolás Maduro ha espresso in più occasioni parole di ringraziamento nei confronti di tutti i paesi che hanno mostrato solidarietà e che si preoccupano per la situazione politica ed economica del paese, ribadendo al contempo la sua ferma posizione nei confronti di “intromissioni inaccettabili da parte di Washington per risolvere problematiche interne al paese”.

Oggi, 2 maggio, Maduro ha convocato una riunione della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) per discutere dei problemi che da mesi affliggono la nazione “in un clima che non promuova l’aggressione, l’interventismo e che non inciti al colpo di Stato”.

 

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.