Trump incontrerebbe Kim Jong-un, alle giuste condizioni

Pubblicato il 2 maggio 2017 alle 15:51 in Asia Corea del Nord

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che sarebbe “onorato” di incontrare il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, alle giuste condizioni. Si tratta di una dichiarazione che sembra andare in contrasto con le precedenti minacce del presidente Trump in merito a un’azione militare degli Usa nella penisola coreana.

Pyongyang minaccia di portare avanti un sesto test nucleare che potrebbe aumentare ulteriormente le tensioni nella penisola coreana, ma Trump sembra voler proporre la via della diplomazia. “Se sarà appropriato per me incontrare Kim Jong-un, lo farò, assolutamente. Sarò onorato di farlo”, ha dichiarato Trump in una intervista a Bloomberg. “Se sarà, lo ripeto, alle giuste condizioni, lo farei”, ha concluso Trump.

Gli analisti della Corea del Sud hanno affermato che il presidente Trump stava cercando di trovare “una scappatoia”, dopo settimane di tensioni crescenti per lo sviluppo del programma nucleare della Corea del Nord.

Nelle ultime settimane, Trump ha minacciato il regime nordcoreano, temendo si stia avvicinando pericolosamente al momento in cui combinerà il suo programma nucleare con le tecnologie missilistiche, con l’intendo di colpire gli Stati Uniti.

Finora, Trump ha tentato di incoraggiare la Cina ad usare la sua posizione per mettere pressione su Pyongyang – una strategia che in passato non ha condotto a risultati tangibili, ma questa volta sembra che Pechino sia veramente intenzionata a far pressione al suo alleato storico. Trump aveva anche dichiarato di essere pronto ad agire da solo, se la Cina avesse fallito, tuttavia le sue dichiarazioni di lunedì 1 maggio, sembrano segnalare una sterzata e la possibilità di un dialogo faccia-a-faccia con il leader della Corea del Nord.

Pyongyang, dal canto suo, lunedì 1 maggio ha dichiarato di essere pronta a condurre un altro test nucleare – il quinto degli ultimi anni – “in ogni luogo e in ogni momento”. Il regime continuerà a migliorare le sue capacità di condurre un attacco nucleare preventivo, a meno che Washington non abbandoni le sue politiche ostili, secondo le dichiarazioni del ministero degli esteri della Corea del Nord rilasciate dalla KCNA, l’agenzia di stampa nazionale.

Corea del Sud e Stati Uniti hanno, intanto, completato le loro esercitazioni militari congiunte di primavera, come ogni anno, ma alcune operazioni di addestramento navali continuano nel Mar Cinese Orientale (Mar del Giappone) guidate dalla portaerei americana Carl Vinson.

Il direttore della CIA, Mike Pompeo, è giunto in Corea del Sud lunedì 1 maggio per una visita non annunciata in precedenza, visto l’aumentare delle tensioni nella penisola. Il suo arrivo è coinciso con la diffusione della notizia che il THAAD, il sistema di difesa anti-missile degli Stati Uniti allestito in Corea del

Sud, è divenuto operativo ed è in grado di intercettare eventuali missili provenienti da Pyongyang. L’installazione del THAAD era prevista entro la fine del 2017, ma viste le continue minacce dalla Corea del Nord, Usa e Corea del Sud hanno deciso di accelerare il processo di installazione del sistema di difesa aerea che mira a colpire i missili nell’ultima fase di volo. La Cina si è fortemente opposta al THAAD fin dall’inizio, affermando che esso avrebbe reso ancora più instabile l’equilibrio della penisola e che avrebbe costituito a una minaccia alla sua sicurezza nazionale.

Bandiera della Corea del Nord, Fonte: Wikipedia Commons

Bandiera della Corea del Nord, Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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