Rouhani annuncia le proprie politiche per l’eventuale secondo mandato da presidente

Pubblicato il 2 maggio 2017 alle 8:08 in Iran Medio Oriente

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Il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha promesso che, se verrà rieletto alle elezioni presidenziali del 19 maggio, preserverà l’accordo nucleare, aggiungendo che la propria amministrazione ha già un piano pronto da attuare nel caso in cui le altre parti violassero il patto.

In un’intervista con i media iraniani, ieri sera, Rouhani ha parlato delle proprie politiche previste per l’eventuale secondo mandato, riferendo che “la sua politica estera si baserà su un’interazione costruttiva con il mondo, dando però una maggiore priorità ai paesi vicini”. Il presidente ha spiegato che è importante migliorare e approfondire i rapporti con gli Stati della regione mediorientale per soddisfare gli interessi economici e di sicurezza nazionale, e per risolvere le instabilità che caratterizzano l’area. “Il mondo musulmano è il nostro parnter culturale; l’Europa, l’America e l’Asia sono tutti paesi non ostili e saranno comunque sulla nostra lista per allargare e rafforzare le relazioni”, ha comunicato il presidente iraniano.

Per quanto riguarda i piani per controbilanciare le forze nemiche, Rouhani ha riferito che “la regione mediorientale ha troppi oppositori, tra cui Israele e il terrorismo”, per cui “l’Iran affronterà queste minacce e supporterà qualsiasi paese venga colpito da tali fattori”. Inoltre, il presidente ha sottolineato che Teheran vuole rispettare il patto nucleare, ma che la propria amministrazione è pronta a reagire ad eventuali violazioni da parte di altri Stati firmatari. Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), è stato firmato dall’Iran e dai 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, quali USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina e in più la Germania, il 14 luglio 2015. In seguito alla sua entrata in vigore, il 16 gennaio 2016, tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA sono state sospese. In cambio, l’Iran ha accettato di limitare le proprie attività nucleari.

Rouhani è stato eletto nel 2013 con più del 50% dei voti e ha cercato di tirare fuori dall’isolamento il proprio paese, creando una società più libera. Il presidente gode del supporto dei moderati e dei riformisti, tuttavia, le tensioni intorno all’economia dell’Iran sono riemerse da quando le sanzioni imposte da molti paesi della comunità internazionale sono state sospese, in linea con l’accordo nucleare. La disoccupazione è al 12% e i miliardi di investimenti stranieri promessi dal presidente non si sono mai materializzati e, di conseguenza, molti iraniani si stanno mostrando impazienti verso il basso tasso di crescita dell’economia.

Intanto, oggi e domain, l’Iran ospiterà il 24esimo meeting annuale del Forum of The State Nuclear Safety Authorities of the Countries Operating WWER Type Reactor, presso la città di Isfahan. All’evento parteciperanno i paesi membri, quali Armenia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Cina, Finlandia, Ungheria, India, Russia, Slovacchia e Ucraina, con l’aggiunta di un rappresentante della International Atomic Energy Agency (IAEA) e di un rappresentante tedesco. È la prima volta che l’Iran apre le proprie porte a tale meeting. Il Forum è stato fondato nel 1993, con l’obiettivo di incoraggiare lo sviluppo di una maggiore sicurezza nucleare attraverso lo sfruttamento dell’esperienza collettiva, dello scambio di informazioni e dello sforzo congiunto delle autorità internazionali.

Il presidente iraniano, Hassan Rouhani. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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