Netanyahu annulla l’incontro con il ministro degli esteri tedesco in visita nel paese

Pubblicato il 27 aprile 2017 alle 6:03 in Israele Medio Oriente

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Martedì 25 aprile il primo ministro israeliano ha annullato il colloquio con il ministro degli esteri tedesco, Sigmar Gabriel, dopo che il diplomatico in visita nel paese ha rifiutato di cancellare gli incontri con i gruppi che si occupano di diritti umani e che criticano l’operato del governo di Israele.

Il ministro tedesco ha comunque deciso di proseguire i suoi colloqui con le organizzazioni che si occupano  di diritti umani, quali Breaking The Silence e B’Tselem, ha dichiarato un funzionario israeliano in condizione di anonimato. Breaking The Silence documenta gli abusi militari israeliani nei territori palestinesi, invece B’Tselem ha lavorato su una serie di questioni e si è fortemente opposto alla costruzione degli insediamenti israeliani.

La mossa di Netanyahu di annullare l’incontro è un’azione rara.

In precedenza, Gabriel aveva dichiarato ai giornalisti a Ramallah che sperava di incontrare Netanyahu e i gruppi che si occupano diritti, dopo aver discusso con il primo ministro palestinese, Rami Hamdallah. Aveva anche fatto sapere alla televisione pubblica tedesca ZDF che la decisione di annullare la riunione sarebbe stata “estremamente deplorevole“. “È del tutto normale che parliamo con i rappresentanti della società civile durante una visita all’estero“, aveva spiegato.

Tuttavia non è la prima volta che tali controversie sorgono tra i funzionari stranieri in visita e il governo di Israele. Nel mese di febbraio, Israele ha rimproverato l’ambasciatore belga dopo che il primo ministro del paese, Charles Michel, incontrò B’Tselem e Breaking the Silence durante una visita nel paese. Non ci fu però alcun rimprovero pubblico da parte del governo israeliano quando il ministro degli esteri britannico, Boris Johnson, incontrò con l’ONU, Peace Now, durante una visita a marzo.

Il crescente aumento degli insediamenti ebraici, ritenuti illegali secondo il diritto internazionale, nel territorio palestinese ha suscitato una forte critica internazionale. Gli insediamenti sono considerati grandi ostacoli agli sforzi di pace, perché sono costruiti sulla terra che i palestinesi vedono come parte del loro futuro Stato. Israele ha risposto alle accuse facendo riferimento ai legami biblici, storici e politici con quei territori, e invocando esigenze di sicurezza.

La Germania è stata tra i critici della politica di insediamento israeliano. Nel mese di febbraio, un portavoce del governo tedesco aveva dichiarato che avrebbe ritardato un vertice con Israele previsto per maggio, i media israeliani riferirono che ciò era dovuto alla controversa nuova legge sui contratti promossa dallo Stato ebraico.

Nel mese di febbraio Israele ha approvato un ordinamento giudiziario che legalizza migliaia di case di colone costruite su terreni privati palestinesi in Cisgiordania. Circa 200.000 coloni israeliani vivono a Gerusalemme est, oltre a circa 400.000 in Cisgiordania. Circa tre milioni di palestinesi vivono in Cisgiordania e in Gerusalemme est.

Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano. Fonte: Wikipedia Commons

Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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