ASEAN, previsti toni miti sul Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 27 aprile 2017 alle 12:11 in Asia Filippine

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I paesi del Sud Est Asiatico adotteranno un tono pacato sulle dispute del Mar Cinese Meridionale nel loro vertice a Manila, sabato 29 aprile. Non si parlerà della militarizzazione o dei processi di costruzione sugli isolotti delle acque contese da parte di Pechino, secondo la bozza di comunicato della presidenza del vertice.

Alcuni paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico (ASEAN) esprimeranno le loro “serie preoccupazioni” per “l’escalation di attività” nelle acque del Mar Cinese Meridionale, ma l’Associazione non farà riferimento o allusione diretta alle attività di costruzione sugli isolotti artificiali e all’installazione di armamenti da parte della Cina, secondo gli estratti del comunicato di Reuters.

La Cina rivendica la sovranità della maggior parte delle acque del Mar Cinese Meridionale, area in cui transitano 5 trilioni di dollari di merci ogni anno. Il Brunei, la Malesia, le Filippine, Taiwan e il Vietnam rivendicano anch’essi porzioni di queste acque strategiche.

La Cina non è un membro dell’ASEAN, sebbene mantenga buoni rapporti di collaborazione con l’associazione, e quest’ultima ha sempre evitato di nominare Pechino apertamente nei riferimenti alle dispute nelle acque del Mar Cinese Meridionale. La Repubblica Popolare, però, dall’inizio del 2017, ha aumentato le sue attività di costruzione e di installazione di armamenti come radar e missili terra-aria sugli isolotti artificiali presenti nelle acque contese, soprattutto nelle isole Spratlys.

Il comunicato ASEAN pubblicato in seguito al vertice in Laos dello scorso anno enfatizzava l’importanza della “non-militarizzazione e dell’auto controllo nelle attività, comprese quelle di rivendicazione territoriale”. Secondo la Asia Maritime Transparency Initiative, la Cina sarà presto in grado di far giungere dei jet da guerra su tre delle scogliere che rivendica. Pechino afferma che tutte le sue attività nel Mar Cinese Meridionale sono a scopo difensivo e si svolgono in acque su cui ha la sovranità.

Le Filippine hanno vinto un arbitraggio internazionale iniziato nel 2015 contro la Cina, ma il cambiamento ai vertici del governo di Manila e l’entrata in carica del presidente Rodrigo Duterte hanno modificato i rapporti tra Cina e Filippine. Duterte ha intrapreso una via di dialogo e collaborazione con Pechino, sebbene nel mese di febbraio 2017, il ministro degli esteri di Manila, Perfecto Yasay ha manifestato la sua irritazione per l’installazione di armamenti sulle isole, un’azione che ha definito “militarizzazione della regione”.

Le Filippine detengono la presidenza di turno dell’ASEAN e l’ex ministro degli esteri, Alberto del Rosario, ha dichiarato che il vertice dell’associazione che ti terrà a Manila sabato 29 aprile potrà essere l’occasione giusta per il presidente Duterte per far sentire la propria voce contro le operazioni militari cinesi. “Dovremmo utilizzare la nostra leadership [nell’ASEAN] per far rispettare lo stato di diritto. Se non lo facciamo, il ruolo delle Filippine come guida perderà la sua importanza”, ha dichiarato il ex ministro.

Il presidente Duterte è stato più volte criticato dai suoi oppositori che ritengono si stia comportando da lacchè della Cina e si stia opponendo alle decisioni in seno all’ASEAN che si rivelerebbero sfavorevoli per Pechino.

Le Isole Spartly, isole contese del Mar Cinese Meridionale. Le bandiere indicano i Paesi che le occupano/rivendicano.

Le Isole Spartly, isole contese del Mar Cinese Meridionale. Le bandiere indicano i Paesi che le occupano/rivendicano.

di Redazione

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