Iran e Cina hanno firmato un contratto per la riprogettazione di un reattore nucleare

Pubblicato il 25 aprile 2017 alle 6:47 in Iran Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Iran e la Cina hanno firmato un accordo sulla riprogettazione del reattore nucleare Arak, il quale è stato oggetto di due anni di negoziati tra Teheran, Washington, Mosca, Berlino e Londra.

Il contratto è stato firmato il 23 aprile, a Vienna, tra rappresentanti delle Atomic Energy Organizaion dell’Iran e della Cina, dopo due settimane dalla finalizzazione del patto a Pechino. Lu Kang, portavoce cinese del ministero degli esteri, ha riferito che “la firma creerà le condizioni favorevoli per iniziare il rinnovo dei lavori”.

Il patto concluso è in linea con l’accordo nucleare, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), firmato dall’Iran e dai 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, quali USA, Inghilterra, Francia, Russia, Cina e in più la Germania, il 14 luglio 2015. In seguito all’entrata in vigore del JCPOA, il 16 gennaio 2016, tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro Teheran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA sono state sospese. In cambio, l’Iran ha accettato di limitare le proprie attività nucleari.

La Cina e gli USA sono a capo dei gruppi di lavoro incaricati di riprogettare il reattore nucleare iraniano, permettendo solo l’utilizzo del carburante arricchito al 3,67%, in modo da evitare la produzione del plutonio. Tale meccanismo è stato concordato con la firma di documenti separati il 13, il 17 e il 18 novembre 2016, dai ministri degli esteri dei paesi che hanno preso parte all’accordo.

L’Iran sostiene di non aver mai avuto intenzione di produrre il plutonio ad un livello tale da fabbricare armi nucleari, spiegando che le produzioni precedenti servivano a creare isotopi per scopi medici e industriali. In base al nuovo accordo, la Cina controllerà se le attività dei tecnici iraniani rispetteranno le misure di sicurezza internazionali, e parteciperà alla ricostruzione del reattore con il supporto tecnico degli USA.

A gennaio, Teheran aveva accusato Pechino di aver agito in modo opportunistico, dal momento che aveva dettato condizioni troppo costose per il rinnovo del reattore, “al di là degli standard internazionali” ad avviso dell’Iran. Tuttavia, l’accordo finale è stato accettato positivamente da Teheran.

Il patto è stato concluso in un momento turbolento per i rapporti dell’Iran con gli USA. Pochi giorni fa, il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, aveva affermato che Teheran non stava rispettando l’accordo, mentre il presidente degli Stati uniti, Donald Trump, aveva affermato che, a suo avviso, “l’Iran non stava dimostrando il proprio impegno verso il patto nucleare”. In risposta, il ministro degli esteri iraniano, Mohammad Zavad Zarif, ha riferito che Washington sta cercando di sabotare i patti. Entro il 19 maggio, Trump dovrà decidere se estendere la deroga dell’ordine esecutivo emesso dall’amministrazione Obama, in base al quale gli USA avrebbero dovuto sospendere alcune delle sanzioni non nucleari contro l’Iran.

Bandiera dell'Iran e della Cina. Fonte: Crossed Flag Pins

Bandiera dell’Iran e della Cina. Fonte: Crossed Flag Pins

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.