La Turchia sospenderà l’accordo sui rifugiati se l’UE non accetterà un nuovo documento sull’abolizione delle visa

Pubblicato il 24 aprile 2017 alle 13:44 in Medio Oriente Turchia

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La Turchia, a maggio, presenterà un nuovo documento riguardante l’accordo sulla liberalizzazione dei visti nell’Unione Europea.

Omer Celik, capo negoziatore per l’adesione della Turchia all’UE dal 24 maggio 2016, ha riferito che, se il documento non verrà accettato, Ankara sospenderà il patto sull’immigrazione con l’Unione.  In un’intervista con i media turchi, il 22 aprile, Celik ha spiegato che la Turchia sta rispettando le condizioni dell’accordo, ma che non esiterà a bloccarlo nel caso in cui l’UE non accetterà la nuova proposta.

Il 18 marzo 2016, la Turchia e l’UE hanno firmato un patto per bloccare i flussi migratori diretti in Europa, con l’obiettivo di limitare il traffico di esseri umani in favore dell’immigrazione legale e per diminuire la mortalità nella tratta del Mar Egeo durante le traversate. L’accordo si è basato su alcuni punti importanti. In primo luogo, tutti i migranti irregolari, giunti in Grecia successivamente al 20 marzo 2016, sono stati rimandati in Turchia, dove, in base al principio del non-respingimento, sono stati accolti e protetti secondo gli standard previsti dal diritto internazionale. In secondo luogo, il patto prevede che, per ogni rifugiato siriano rimandato in Turchia, un altro rifugiato sia assegnato ad un altro paese europeo per il ricollocamento. L’accordo prevedeva anche l’eliminazione dei visti per i cittadini turchi che viaggiavano nei paesi dell’Unione Europea. Se da una parte il patto ha ridotto notevolmente il flusso dei rifugiati, dall’altra, la Commissione Europea ha chiesto ad Ankara di rispettare alcuni criteri importanti, tra cui la revisione della propria legislazione sul terrorismo secondo gli standard europei. Da allora, la Turchia sta modificando ripetutamente tali regole.

A tale proposito, Celik ha affermato che Ankara ha il diritto di ricevere la liberalizzazione delle visa, dal momento che ha salvato l’UE occupandosi da sola di milioni di rifugiati.

Omer Celik. Fonte: Wikimedia Commons

Omer Celik. Fonte: Wikimedia Commons

 

 

di Redazione

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