Coloni israeliani attaccano attivisti di pace in Cisgiordania

Pubblicato il 24 aprile 2017 alle 6:03 in Israele Medio Oriente

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Venerdì 21 aprile, in Cisgiordania, oltre una dozzina di coloni israeliani, con il volto coperto, hanno lanciato agli attivisti di pace ebraici delle pietre.

Le riprese video, girate da un’organizzazione israeliana per i diritti umani, mostrano un grande gruppo di giovani coloni radicali dell’avamposto di Baladim attaccare gli attivisti, che stavano accompagnando alcuni pastori palestinesi, in modo da proteggerli da eventuali atti di violenza da parte dei coloni.

La clip mostra i coloni che scendono da una collina e continuano a gettare pietre e a percuotere gli attivisti con dei bastoni. Un colono è stato visto colpire un attivista di pace israeliano, Rabbi Arik Ashcerman, sul retro della testa con una mazza. Almeno cinque attivisti del movimento Ta’ayush sono stati feriti durante l’attacco, tra cui uno ha riportato un braccio rotto.

L’incidente è avvenuto nella valle del Giordano, una zona di terra che copre oltre un terzo della Cisgiordania.

Secondo The New Arab, le violenze dei coloni contro i palestinesi sono di routine nella zona e riguardano soprattutto i coltivatori palestinesi e le proprietà civili. Lo scopo sarebbe quello di distruggere i mezzi di sussistenza e intimidire le comunità.

Baladim è un avamposto ebreo settentrionale, che ospita un gran numero di giovani estremisti che non mantengono legami con il movimento principale di coloni.

Ci sono circa 100 coloni non autorizzati in Cisgiordania, oltre a più di 140 istituti israeliani approvati, che ospitano circa 400.000 coloni ebrei. Gli insediamenti sono cresciuti per decenni sotto ogni governo israeliano, ma il movimento dei coloni è particolarmente potente nell’attuale coalizione di destra guidata dal primo ministro Binyamin Netanyahu.

A dicembre 2016, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite aveva adottato una risoluzione che intimava a Israele di porre fine alla propria espansione nei territori palestinesi. Il 24 gennaio, Israele ha approvato la costruzione di 2.500 nuove unità abitative in Cisgiordania, concedendo, nei due giorni successivi, ulteriori 500 permessi a Gerusalemme est. Il 6 febbraio, tramite l’approvazione di una legge retroattiva, sono stati legalizzati 4.000 insediamenti in Cisgiordania.

I detrattori del governo israeliano ritengono che gli insediamenti siano illegali e che rappresentino un ostacolo alla pace, in quanto riducono drasticamente i possedimenti palestinesi in Cisgiordania, a Gerusalemme Est e nella Striscia di Gaza. Israele ha risposto alle accuse facendo riferimento ai legami biblici, storici e politici con quei territori, e invocando esigenze di sicurezza.

Valle del Giordano. Fonte: Wikimedia Commons

Valle del Giordano. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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