Crescono le richieste di asilo in Messico a fronte della nuova politica migratoria USA

Pubblicato il 23 aprile 2017 alle 6:39 in America Latina Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il numero di richiedenti asilo in Messico è aumentato negli ultimi cinque mesi del 150% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La maggioranza provengono da immigrati dei paesi centroamericani che rinunciano a recarsi negli Stati Uniti per timore delle politiche migratorie dell’amministrazione Trump.

Dall’elezione di Donald Trump le richieste di asilo in Messico sono state 5.241, più del doppio di quante presentate nello stesso periodo del 2015-2016 – è quanto rende noto la Commissione messicana per l’aiuto ai rifugiati, con dati del Ministero dell’Interno. L’aumento degli effettivi della polizia doganale statunitense, la decisione di costruire il muro alla frontiera con il Messico, l’impossibilità di lavorare in attesa della risoluzione della richiesta di asilo negli USA sono tra le ragioni dell’aumento del numero di richiedenti nel vicino meridionale.

Bandiera del Messico. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera del Messico. Fonte: Wikimedia Commons

La maggioranza dei richiedenti asilo proviene da Honduras, El Salvador e, in misura minore, Guatemala. I cittadini di questi tre paesi rappresentano il 91,6% delle domande presentate alla autorità messicane. Città del Messico teme che l’abolizione delle facilitazioni agli immigrati cubani possa condurre ad un aumento di richieste anche da parte di cittadini dell’isola caraibica nel prossimo futuro.

Nel 2013 in Messico furono presentate 1.296 richieste di asilo. Nel 2016 ne sono state presentate 15.638, la previsione per il 2017 è di una cifra compresa tra le 22.000 e le 25.000 domande. Mediamente le autorità del paese latino accettano ogni anno poco meno di un terzo delle richieste presentate.

Il timore suscitato dalle politiche migratorie – approvate o annunciate – dell’amministrazione Trump è alla base della rinuncia di molti a recarsi negli Stati Uniti, destinazione favorita dagli emigrati dei paesi mesoamericani.

Il Costa Rica registra dati simili a quelli del Messico. Il Presidente del paese, Luis Guillermo Solís, ha espresso lo scorso 20 marzo preoccupazione per l’aumento del numero dei migranti provenienti da El Salvador, Honduras e Venezuela. Solís ha esplicitamente indicato le politiche di Trump come la vera ragione del cambiamento di flussi migratori nella regione. Il Presidente del Costa Rica aveva discusso del problema con il vicepresidente americano Pence, senza tuttavia riuscire a raggiungere un accordo.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.