Riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla Corea del Nord e mistero della Carl Vinson

Pubblicato il 22 aprile 2017 alle 7:09 in Asia Corea del Nord

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Stati Uniti e Russia si sono scontrati durante la riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite in merito alla dichiarazione per la condanna del nuovo test missilistico, fallito, della Corea del Nord, mercoledì 19 aprile, mentre si apre il giallo sulla posizione della portaerei degli Usa Carl Vinson.

Pyongyang ha effettuato un nuovo test di lancio di un missile balistico, domenica 16 aprile, l’indomani della parata militare in occasione dell’anniversario della nascita del fondatore del regime, Kim Jong-il, nonno dell’attuale leader. Durante la parata, il regime nordcoreano aveva fatto ampio sfoggio dei suoi missili, sviluppati in violazione delle risoluzioni Onu.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si è riunito per preparare una dichiarazione di condanna dell’ennesimo test missilistico. Si è trattato di un comunicato redatto dagli Stati Uniti che, secondo i diplomatici, sarebbe stato approvato anche dalla Cina, ma non dalla Russia. Una dichiarazione di questo genere deve essere approvata a maggioranza assoluta da parte dei 15 membri del consiglio.

I precedenti comunicati dell’Onu per condannare i test di lancio di missili balistici riportavano: “è ben accetto l’impegno da parte dei membri di consiglio, come anche dagli altri stati, per facilitare una soluzione pacifica e onnicomprensiva attraverso il dialogo”. L’ultima versione della dichiarazione messa al voto, invece, non presentava il finale “attraverso il dialogo”. La Russia ha chiesto che la dicitura fosse re-inserita. “Abbiamo chiesto che la formula linguistica già approvata venisse ripristinata e ci siamo impegnati a voler lavorare ancora sulla bozza … mentre la delegazione statunitense, senza dare alcuna spiegazione, ha cancellato il lavoro sulla bozza”, ha dichiarato la missione della Russia all’Onu.

Il portavoce del ministero degli esteri della Cina, Lu Kang, si è limitato a ribadire che il suo paese crede in un Consiglio di Sicurezza che mantiene l’unanimità. “Perché il Consiglio di Sicurezza possa rispondere alla questione della penisola [coreana] è fondamentale che parli con una sola voce”.

La votazione della dichiarazione alle Nazioni Unite è avvenuta mentre sorgevano dei dubbi sulla posizione effettiva della portaerei degli Usa Carl Vinson e dell’unità della marina militare che l’accompagna. Secondo le dichiarazioni di Trump dei giorni scorsi, la Carl Vinson aveva ricevuto ordine di cambiare rotta e non recarsi più in Australia, bensì verso le coste della Corea. L’invio di quella che il presidente Usa aveva definito una “armada” doveva servire come avvertimento a Pyongyang. In realtà, sembra che la portaerei sia rimasta ben lontana dalle acque del Mar del Giappone. Il Comando per il Pacifico degli Stati Uniti ha spiegato che il gruppo della marina guidato dalla Carl Vinson doveva prima completare un abbreviato programma di addestramento in Australia e che ora si sta dirigendo a nord, verso il Pacifico Occidentale, come ordinato dal presidente. Dunque, la Carl Vinson raggiungerà le acque limitrofe alla Corea solo alla fine del mese.

Gli Stati Uniti, secondo il tabloid per gli affari internazionali del Quotidiano del Popolo, giornale del Partito Comunista Cinese, avrebbero giustificato la confusione adducendo un problema di comunicazione tra la Casa Bianca e il Pentagono. Il Global Times si chiede, tuttavia, se la mis-informazione circolata a livello internazionale sulla posizione della Carl Vinson fosse o meno deliberata. Se è stata una falsa notizia creata dall’esercito e della presidenza degli Stati Uniti, scrive il tabloid cinese, si tratta di uno scandalo senza precedenti nella storia degli Usa.

Portarei Carl Vinson della Marina USA. Fonte: Wikipedia Commons

Portarei Carl Vinson della Marina USA. Fonte: Wikipedia Commons

 

di Redazione

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