Futuro incerto in Libia

Pubblicato il 22 aprile 2017 alle 6:33 in Africa Libia

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Il Presidente USA ha dichiarato di non voler assumere un ruolo in Libia, se non per combattere il terrorismo. Mentre il capo della missione UNSMIL delle Nazioni Unite richiede maggiore cooperazione internazionale.

Trump, durante la conferenza con il Primo Ministro italiano, Paolo Gentiloni, ha dichiarato che gli Stati Uniti non avranno un ruolo nel processo politico in Libia. Il loro unico scopo è quello di combattere i militanti dell’ISIS.

L’impegno di Trump nel combattere il terrorismo a livello mondiale è evidente dall’ultimo incontro con i vertici della difesa dei paesi africani a Stoccarda in Germania. Durante l’incontro Trump ha concluso un contratto di vendita di aerei high-tech al governo della Nigeria per sostenere le operazioni contro il gruppo terroristico Boko Haram. In passato anche l’amministrazione Obama aveva concluso un accordo con la Nigeria per la vendita di forniture militari, ma dopo che il governo nigeriano aveva bombardato un campo di rifugiati l’accordo venne ritirato.

D’altro canto, il capo della missione UNSMIL, Martin Kobler, tramite un rapporto consegnato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha esposto i suoi dubbi riguardo la possibilità di raggiungimento di un accordo politico in Libia.

Kobler ha dichiarato che i cittadini libici non hanno chiaro il loro futuro. L’ottimismo prodotto dalla stipula degli accordi di Skhirat in Marocco nel dicembre 2015 è svanito: “Vedo frustrazione, delusione, rabbia che spesso è giustificata”. La visione e le speranze create dall’accordo politico libico (LPA) ormai sono tramontate e il futuro della Libia è sfocato e incerto.

L’incertezza, secondo Kobler, ha contribuito alla frammentazione, al dissenso nonché a creare un vuoto politico che può essere pericoloso. Da quando lo Stato Islamico è stato sconfitto a Sirte e a Benghazi, il rischio maggiore è rappresentato dai conflitti interni e dalla crescita delle milizie che cercando di riempire quel vuoto politico.

Il risultato della divisione è che molti cittadini non hanno accesso ai servizi pubblici, come all’elettricità, all’acqua e all’istruzione. L’economia è in recesso e il prodotto interno lordo si è dimezzato in cinque anni. La mancanza di liquidità non permette ai cittadini di incassare i salari e il denaro sta perdendo valore. Tutto ciò sta favorendo la criminalità e la corruzione.

Il solito ottimismo di Kobler è svanito. L’unico mezzo per rimediare alla crisi che la Libia sta vivendo era l’accordo politico libico (LPA): “Non c’è un’alternativa, non abbiamo un piano B”. Se le parti non rispettano le responsabilità prese con l’accordo politico, non c’è ragione per cui debbano rispettare un accordo alternativo.

Kobler continua affermando che il Primo Ministro, Fayez al-Serraj, il Presidente della Camera dei Rappresentanti, Ageela Saleh, e il Comandante delle Libyan National Army (LNA), Khalifa Haftar, hanno entrambi assicurato il loro impegno nel rispetto dell’accordo politico durante l’ultimo incontro avvenuto la scorsa settimana a Benghazi. Tuttavia i recenti scontri nel sud della Libia tra le forze fedeli al Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Al-Serraj e le forze alleate a Khalifa Haftar mettono a repentaglio le negoziazioni tra i due governi.

Kobler infine, convinto che la Libia non potrà risolvere i propri problemi unilateralmente, esorta la comunità internazionale a impegnarsi più attivamente non solo tramite conferenze con le NGO, l’Unione Europea e le Nazioni Unite. Quello che serve ora è “l’azione e l’impegno, non solo documenti, conferenze e workshop”. C’è bisogno di un supporto concreto, forte e consistente da parte della comunità internazionale sotto forma di partnership, non come interferenza.

Kobler punta a sostenere le autorità locali e le istituzioni nazionali che rimangono gli unici attori effettivi e rispettati dalla popolazione. I sindaci democraticamente eletti devono essere incaricati di autorità, fondi e responsabilità.

Donald Trump, presidente degli USA. Fonte: Flickr

Donald Trump, presidente degli USA. Fonte: Flickr

di Redazione

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