Tre morti nelle manifestazioni antigovernative in Venezuela

Pubblicato il 21 aprile 2017 alle 6:52 in America Latina Venezuela

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Centomila persone hanno manifestato a Caracas lo scorso mercoledì per protestare contro il governo di Nicolás Maduro, che ha convocato una contro-manifestazione. Negli scontri tra manifestanti e sostenitori del chavismo tre persone sono rimaste uccise.

Il leader dell’opposizione Enrique Capriles ha animato i manifestanti a continuare a protestare dopo il successo della dimostrazione di mercoledì 19 aprile. Tarek William Saab, difensore civico, ha accusato Capriles e i suoi seguaci di essere i responsabili della morte di un agente della guardia nazionale e di due giovani manifestanti (un diciottenne e una ventitreenne). L’ufficio del difensore civico è stato bersaglio della manifestazione di mercoledì.

Proteste in Venezuela. Fonte: commons.wikimedia.org

Proteste in Venezuela. Fonte: commons.wikimedia.org

Le opposizioni chiedono libere elezioni, il pieno riconoscimento dei poteri dell’Assemblea Nazionale (dove hanno la maggioranza), la liberazione dei prigionieri politici e l’apertura di un canale umanitario per il rifornimento di cibo e medicinali nel paese afflitto da un grave deficit di beni di consumo.

Il governo aveva convocato una contro-manifestazione nel quartiere Libertador di Caracas, uno dei bastioni del chavismo. Nonostante le manifestazioni si svolgessero in zone diverse della capitale, non sono mancati gli scontri. La guardia nazionale ha sparato per disperdere i manifestanti. Carlos José Moreno, che domani avrebbe compiuto 18 anni, è rimasto ucciso per un colpo d’arma da fuoco alla testa. È morta anche Paola Ramírez, di 23 anni, colpita nel quartiere di San Cristóbal, mentre un agente della guardia è stato ucciso a San Antonio, alla periferia di Caracas.

Il governo Maduro ha vincolato gli episodi di violenza all’opposizione. “Oggi hanno tentato di conquistare il potere, ma li abbiamo sconfitti ancora una volta” ha affermato il Presidente, che associa le proteste ad una “ingerenza esterna”. Sono deciso a difendere la mia patria e il mio popolo e non cederò un solo millimetro – ha dichiarato Maduro ai suoi sostenitori.

Un appello alle forze dell’ordine, affinché garantiscano il diritto alla manifestazione e la sicurezza dei dimostranti è stato lanciato da Luisa Ortega, procuratore generale del paese, che ha preso così le distanze dal governo che la ha nominata nel 2007 e riconfermata nel 2013.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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