Nuove Minacce agli Stati Uniti dai media della Corea del Nord

Pubblicato il 21 aprile 2017 alle 10:32 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha minacciato gli Stati Uniti affermando di essere pronta a condurre un “attacco preventivo super-potente”, dopo le parole di Tillerson in merito alla ricerca, da parte di Washington, di nuovi modi per mettere Pyongyang sotto pressione.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha intrapreso la linea dura con il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, che ha continuato i test missilistici, nonostante le ammonizioni provenienti anche dal suo unico alleato, la Cina, e le risoluzioni delle Nazioni Unite che vietano a Pyongyang di portare avanti un programma nucleare e missilistico.

“Nel caso in cui il nostro attacco preventivo super-potente dovesse partire, non distruggerà completamente e immediatamente le forze di invasione imperialiste degli Stati Uniti presenti in Corea del Sud e nelle zone limitrofe, ma anche il continente americano e lo ridurrà in cenere”, ha scritto il Rodong Sinmun, quotidiano ufficiale del Partito dei Lavoratori, il partito al potere in Corea del Nord.

Pyongyang ha minacciato spesso di distruggere il Giappone, la Corea del Sud e gli Stati Uniti, soprattutto nell’ultimo periodo. Un nuovo test missilistico si è rivelato fallimentare, domenica 16 aprile, il giorno dopo la parata militare per il festeggiamento del 105esimo anniversario della nascita del fondatore del regime. Durante la parata, Kim Jong-un ha messo in bella mostra i missili sviluppati in violazione delle risoluzioni dell’Onu.

“Stiamo riconsiderando completamente lo status della Corea del Nord. Ci stiamo chiedendo se debba essere considerata uno stato sponsor di terrorismo e soprattutto quali siano le ulteriori misure possibili per aumentare la pressione sul regime di Pyongyang. Dobbiamo convincerli a impegnarsi con noi su basi diverse di quelle dei negoziati condotti in passato” , ha dichiarato Rex Tillerson mercoledì 19 aprile, da Washington.

Il vice president degli Stati Uniti, Mike Pence, durante la sua visita agli alleati degli Usa in Estremo Oriente, ha ribadito più volte che l’era della “pazienza strategica” è finita. Tutte le opzioni sono sul tavolo, compresa quella militare. “Permettere a un dittatore [Kim Jong-un] di avere quel tipo di potere non è qualcosa che i paesi civilizzati possono tollerare”, ha affermato il portavoce della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, Paul Ryan, durante la sua visita a Londra.

Ryan si è detto incoraggiato dai risultati ottenuti dalla cooperazione con la Cina per ridurre le tensioni, ma ha ribadito che è inaccettabile che la Corea del Nord abbia le risorse per colpire gli alleati degli Usa con le armi nucleari. Pechino ha deciso di collaborare con gli Stati Uniti per la denuclearizzazione della penisola coreana attuando in modo più restrittivo le risoluzioni dell’Onu e le sanzioni che esse prevedono per Pyongyang. La Cina ha invitato Kim Jong-un a rinunciare al programma nucleare in cambio di protezione dal gigante asiatico, ma il leader nordcoreano non ha accolto la proposta e ha continuato con le provocazioni, con un ulteriore lancio missilistico il 16 aprile, che segue i 5 precedenti dall’inizio dell’anno.

In Corea del Sud, intanto vanno avanti le operazioni di addestramento militari annuali organizzate da Seoul e Washington, in scala superiore rispetto agli anni precedenti. Si tratta di manovre considerate preparativi di invasione da Pyongyang. A Seoul ci sono tensioni tra i candidati alle presidenziali – elezioni che si terranno il 9 maggio – in merito all’installazione del THAAD, il sistema di difesa missilistica acquistato dagli Stati Uniti che è stato oggetto di condanna dalla Cina. Per il momento, l’installazione del sistema di difesa proseguirà, secondo quanto dichiarato da Pence e dal presidente ad interim della corea Hwang, ma l’ultima parola in merito spetterà al nuovo presidente-eletto.

Bandiera della Corea del Nord, Fonte: Wikipedia Commons

Bandiera della Corea del Nord, Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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