Immigrazione: 8,360 migranti salvati nel Mediterraneo tra il 14 ed il 16 aprile

Pubblicato il 19 aprile 2017 alle 12:46 in Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’International Organization for Migration (IOM) ha reso noto che, tra il 14 ed il 16 aprile, 8,360 migranti sono stati salvati nel Mediterraneo dalla Guardia Costiera italiana, con l’aiuto di diverse organizzazioni non-governative, della Frontex e della EunavforMEd.

I profughi stavano viaggiando a bordo di 55 gommoni, ognuno dei quali trasportava tra le 110 e le 150 persone, e a bordo di 3 grandi navi di legno, contenenti rispettivamente 200, 250 e 500 individui. I migranti salvati sono stati portati in diverse località italiane, tra cui Catania, Messina, Augusta, Pozzallo, Palermo, Porto Empedolce, Lampedusa, Reggio Calabria, Vibo Valentia e Cagliari.

Dall’inizio del 2017, circa 32,500 persone sono state salvate in mare, ma si pensa che nei prossimi giorni le cifre arriveranno a 36,000. Per quanto riguarda il numero dei morti e dispersi nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le coste europee, il Missing Migrants Project dell’IOM ha stimato che, dal primo gennaio al 18 aprile 2017, il totale si aggira intorno ai 900. Il 90% di tale cifra è deceduto nella rotta tra le coste libiche e le coste italiane. In particolare, in un incidente che si è verificato il 13 aprile, sono stati salvati 23 migranti, mentre altri 97 sono scomparsi, tra cui 77 uomini, 15 donne e 5 bambini tutti africani, che erano salpati da Gargaresh, vicino a Tripoli. In un altro incidente, il giorno successivo, 101 rifugiati sono stati soccorsi, mentre 5 sono morti dopo essere partiti da Qarabulli, sempre in Libia.

Probabilmente, il miglioramento delle condizioni metereologiche ha indotto i trafficanti di esseri umani a riempire le imbarcazioni con il maggior numero di migranti possibile. La maggioranza dei profughi salvati era partita dalle coste libiche.

Nello stesso periodo, nel 2016, sono morti 1,236 migranti.

Barconi di migranti. Fonte: Wikimedia Commons

Barconi di migranti. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.