Critiche post Referedum: il Comitato Elettorale Supremo valuterà i reclami dell’opposizione

Pubblicato il 19 aprile 2017 alle 11:15 in Medio Oriente Turchia

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Il Comitato Elettorale Supremo turco (YSK) ha annunciato che valuterà i reclami ed i ricorsi presentati dai principali partiti dell’opposizione riguardo all’annullamento del referendum costituzionale del 16 aprile.

Il presidente dell’YSK, Sadi Guven, ha riferito ai giornalisti che la qustione verrà esaminata in giornata.

L’opposizione, formata dal Republican People’s Party (CHP), dal partito filo-curdo People’s Democratic Party (HDP), e da altri attori i quali ritengono che la vittoria del referendum conferisca troppi poteri in mano ad un solo individuo, andando a discapito dell’equilibrio del governo, ha sollevato una polemica non appena sono stati resi noti i risultati delle elezioni. Per di più, ad avviso dei protestanti, le votazioni si sono svolte con diverse irregolarità. Sembra che molte schede senza il timbro ufficiale dell’YSK siano state accettate comunque dal Comitato Elettorale Supremo. Ad avviso del segretario del CHP, Bulent Tezcan, tale decisione presenterà seri problemi di legittimazione. Alla luce di ciò, tutti i membri dell’opposizione stanno chiedendo l’annullamento delle elezioni, accusando il Comitato Elettorale di aver incluso nel conteggio dei voti anche schede non ufficiali, andando contro alla legge turca. Questo referendum verrà ricordato come “le elezioni non sigillate”, ha affermato Tezcan dopo aver presentato una petizione per l’annullamento all’YSK, ieri. Oltre al CHP, circa 700 cittadini hanno chiesto individualmente di annullare le votazioni.

Dall’altra parte, i sostenitori del “sì”, tra cui il partito di governo Justice and Developmnet (AK Party), fondato da Erdogan, e la leadership del Nationalist Action Party (KHP), ritengono che i risultati annunciati dall’YSK siano validi e che l’opposizione sta solo cercando di rovesciare la situazione a proprio favore. Il primo ministro turco, Binali Yildirim, ha riferito che il referendum si è svolto regolarmente, e che i critici devono smettere di dubitare della sua legittimità. “Tutti devono rispettare i risultati”, ha affermato Yildirim.

La CNN ha riportato che i monitor internazionali che hanno tenuto sotto controllo le elezioni hanno riscontrato diverse irregolarità. La partnership tra la Organization for Security and Cooperation in Europe ed il Consiglio Europeo ha presentato un’analisi severa, in cui si legge che:

  • Lo stato di emergenza imposto in Turchia in seguito al fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016 ha avuto un profondo effetto sul processo politico;
  • I media nazionali hanno favorito la campagna del presidente Recep Tayyip Erdogan per il “sì”, penalizzando quella dell’opposizione;
  • I sostenitori del “no” sono stati oggetto di interventi da parte della polizia, venendo etichettati come “terroristi” dal coloro che, invece, sostenevano il “sì”;
  • Il coinvolgimento di Erdogan e di altri attori politici di spicco nella campagna a favore del “sì” ha portato ad una campagna elettorale non bilanciata;
  • Infine, la decisione di accettare anche le schede elettorali senza il timbro ufficiale ha cambiato il criterio di validità del ballottaggio, violando la legge.

Una posizione critica è stata assunta anche dai leaders europei, tra cui la cancelliera tedesca Angela Merkel, la quale ha commentato il risultato del referendum dicendo: “Le percentuali (51,3% sì e 48,7% no) mostrano quanto la società turca sia profondamente divisa”, aggiungendo che Erdogan dovrebbe aprire un dialogo con i membri dell’opposizione. Il presidente americano, Donald Trump, invece, subito dopo l’annuncio della vittoria, ha telefonato ad Erdogan per congratularsi con lui.

Il presidente turco ha lodato i risultati dicendo che “i voti hanno dimostrato che i cittadini turchi hanno detto sì ad una singola nazione, sì ad una sola bandiera e sì ad un singolo Stato”.

Elezioni turche (2015). Fonte: Wikipedia

Elezioni turche (2015). Fonte: Wikipedia

di Redazione

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