Al-Serraj esorta la comunità internazionale a intervenire nel sud della Libia

Pubblicato il 19 aprile 2017 alle 6:31 in Africa Libia

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Il capo del Consiglio Presidenziale di Tripoli, Fayez al-Serraj, ha avvertito la comunità internazionale di un’escalation di violenza nel sud del paese. Ha aggiunto che senza un intervento internazionale tutti gli accordi politici raggiunti fino ad ora saranno stati vani.

In una lettera indirizzata alle Nazioni Unite, all’Unione Europea, alla Lega Araba, all’Unione Africana e all’Organizzazione della Cooperazione Islamica, il capo del governo di Tripoli ha dichiarato che la situazione del sud del paese minaccia tutti i risultati raggiunti per ristabilire la riconciliazione nazionale in Libia.

Serraj ha esortato la Comunità Internazionale a intervenire immediatamente per ristabilire la stabilità e la sicurezza della regione. La violenza scoppiata nel sud del paese mette a repentaglio il processo politico e potrebbe sfociare in una guerra civile che dovrebbe essere evitata a tutti i costi. Inoltre ha aggiunto che il richiamo ad un intervento internazionale è la risposta al bombardamento subito all’aeroporto militare di Tamenhint da parte della Libyan National Army (LNA) di Khalifa Haftar, avvenuto mercoledì 5 aprile.

Il Consiglio Presidenziale ha inoltre condannato gli attacchi provocatori da parte delle forze alleate al governo di Tobruk e ha assicurato che un’escalation di violenza tra le fazioni del sud non ha niente a che fare con la lotta al terrorismo. Servirà solo a deteriorare la situazione politica in Libia.

Serraj infine ha affermato la sua volontà di non voler condurre una guerra: “Dall’inizio ho promesso a me stesso di non essere la causa di guerre tra fazioni libiche. Non voglio farne parte. L’unica guerra che non esito a intraprendere è quella contro il terrorismo”.

La Camera dei Rappresentanti di Tobruk ha dichiarato che la richiesta di un intervento internazionale nel conflitto nel sud del paese da parte del Consiglio Presidenziale di Tripoli è incostituzionale. Inoltre ha denunciato che la presenza di mercenari del Ciad, assoldati per combattere contro le forze delle LNA di Khalifa Haftar, è un crimine di guerra. I paramilitari del Ciad sono sospettati di essere alleati della Terza Forza di Misurata e delle Benghazi Defence Brigades (BDB), entrambe contro le LNA. Tuttavia anche queste ultime sono sospettate di aver coinvolto delle forze dal Sudan.

La Commissione Nazionale dei Diritti dell’Uomo (NHRC) in Libia considera qualsiasi intervento esterno come un pericolo e un ostacolo al processo di pace che impedisce di trovare una riconciliazione nazionale nel dialogo tra le parti. Inoltre una guerra nel sud del paese arrecherebbe vantaggio solo alle milizie armate, ai trafficanti di esseri umani e di droga e al contrabbando di armi.

Gli scontri nel sud del paese sono scoppiati la scorsa settimana quando le forze alleate al governo di Tobruk, le LNA, hanno attaccato l’aeroporto militare di Tamenhint controllato dal Governo di Accordo Nazionale (GNA) di al-Serraj. L’offensiva delle LNA avrebbe potuto scatenare un conflitto più ampio coinvolgendo le forze alleate al GNA. La base militare più importante nel sud è controllata dalla “Terza Forza di Misurata”, una delle milizie alleate al GNA. Ultimamente anche il capo delle Libyan National Guard (LNG), Mahmud al-Zaghel ha annunciato ti unirsi con le BDB e la Terza Forza di Misurata contro le Libyan National Army (LNA) di Khalifa Haftar.

Fayez al Serraj. Fonte: Wikipedia

Fayez al Serraj. Fonte: Wikipedia

di Redazione

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