Yemen: 4 missili lanciati dagli Houthi intercettati dalla coalizione saudita

Pubblicato il 18 aprile 2017 alle 12:58 in Medio Oriente Yemen

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La coalizione che bombarda gli Houthi in Yemen guidata dall’Arabia Saudita ha intercettato 4 missili balistici lanciati dai ribelli sciiti.

I razzi, diretti contro la città costiera di Mokha, nell’ovest del paese, sono stati intercettati e messi fuori uso con successo, evitando qualsiasi danno. Le forze della coalizione a guida saudita hanno anche bombardato alcune postazioni degli Houthi nella capitale Sana’a, nei pressi di Seteen, al-Rabat e Hael.

Intanto, Ahmed Asiri, ufficiale saudita, ha reso noto che il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha riferito di voler inviare 40,000 soldati in sostegno alla coalizione saudita in Yemen per combattere gli Houthi. Asiri ha riferito altresì che Riad ha rifiutato l’offerta perché ha intenzione di formare un esercito locale yemenita che sia in grado di proteggere il proprio paese in futuro. L’Egitto partecipa già ai combattimenti in Yemen attraverso l’invio di forze aeree e navali, ma questa è stata la prima volta che ha proposto di mandare soldati per compiere operazioni di terra.

Al-Sisi ha incontrato re Salman il mese scorso, in occasione dell’Arab League Summit in Giordania, rompendo il ghiaccio dopo mesi di tensioni tra l’Egitto e l’Arabia Saudita per via del contenzioso sulle isole del Mar Rosso, Tiran e Sanafir, e della sospensione delle forniture di petrolio da parte di Riad al Cairo, in seguito al sostegno egiziano verso una risoluzione sulla Siria in seno al Consiglio di sicurezza dell’Onu, contrastata da Riad. I due paesi, ultimamente, stanno rilanciando le proprie relazioni. A dimostrazione di ciò, il 17 ed il 18 marzo 2017, il Ministro egiziano per il Petrolio e le Risorse Minerarie, Tarek el-Mulla, ha annunciato che i porti egiziani avrebbero accolto due rifornimenti di carburante dalla Saudi Aramco, la compagnia petrolifera nazionale saudita, mentre, il 18 aprile, il sovrano saudita ha telefonato al presidente egiziano per porgere le proprie condoglianze in seguito agli attentati di Alessandria e Tanta, in cui sono morte almeno 27 persone.

La coalizione saudita, formata dal Bahrein, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi uniti, Egitto, Giordania, Marocco e Sudan, bombarda gli Houthi in Yemen dal marzo 2015, in seguito alla presa dei ribelli della capitale del paese. L’esercito sudanese, il 12 aprile, ha riferito che 5 soldati sono stati uccisi durante gli scontri in Yemen. Lo stesso giorno, le Nazioni Unite hanno emesso un comunicato in cui hanno denunciato che la situazione nel paese mediorientale è vicina ad un punto di rottura, dal momento che la sua popolazione sta morendo di fame. “Siamo in una corsa contro il tempo per salvare le vite e cercare di evitare che la carestia si diffonda in tutto il paese”, ha spiegato Stephen Anderson, rappresentante e direttore dello UN World Food Programme in Yemen, aggiungendo che verrà inaugurata una nuova operazione dal valore di 1,2 miliardi di dollari, e dalla durata di un anno, la quale permetterà di fornire maggiore assistenza a quasi 7 milioni di cittadini yemeniti che stanno soffrendo la fame, di cui 2,2 milioni di bambini.

Sana'a, Yemen. Foto di Ibrahem Qasim. Fonte: Flickr (11 maggio 2015)

Sana’a, Yemen. Foto di Ibrahem Qasim. Fonte: Flickr (11 maggio 2015)

di Redazione

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