Siria: rimandata evacuazione di più di 30,000 persone

Pubblicato il 18 aprile 2017 alle 11:50 in Medio Oriente Siria

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L’evacuazione di più di 30,000 cittadini siriani che si sarebbe dovuta verificare domenica è stata posticipata in seguito ad un’esplosione che ha ucciso oltre 126 persone.

Al-Jazeera English, ieri, ha riportato che si è verificato un attentato a Rashidin, ad est di Aleppo, contro un autobus carico di persone evacuate precedentemente da Foua e Kefraya, nei pressi di Idlib, due aree sotto il controllo del governo siriano, in cui sono rimaste uccise 126 individui, tra cui 68 bambini.

I motivi del posticipo dell’evacuazione non sono ancora chiari, ma la decisione è stata annunciata in seguito ad un  ulteriore attacco dell’ISIS ad est di Deir al-Zour, in cui sono morti due membri di una delegazione dei media russi che stava visitando l’area. Dal momento che la Russia è uno dei principali sostenitori del presidente siriano, Bassar al-Assad, i suoi giornalisti hanno ampio accesso alle aree in Siria che sono sotto il controllo delle autorità governative.

I 30,000 cittadini sarebbero dovuti essere trasferiti da Foua, Kfarya, due villaggi sotto il controllo di Assad, e da Madaya e Zabadani, due aree governate dai ribelli siriani. Molti sono contrari a tale operazione, perché sostengono che contribuirà ad aumentare le divisioni settarie e la dispersione di persone in tutto il paese.

Human Rights Whatch (HRW) ha emesso un comunicato in cui rende noto che gli USA, nel corso di un bombardamento contro Aleppo, il 17 marzo 2017, non hanno preso le giuste precauzioni per evitare la morte dei civili, uccidendo così 38 persone. L’organizzazione non governativa ha pubblicato un report di 16 pagine intitolato “Attack on the Omar Ibn al-Khatab Mosque: UE Authorities’ Failure to Take Adequate Precautions”, in cui si legge che le autorità militari americane erano convinte che all’interno del luogo di culto stesse avvenendo una riunione di alcuni membri di al-Qaeda; tuttavia, secondo le indagini di HRW, non c’è alcuna prova che nella moschea, al momento dell’attacco, ci fosse una riunione del gruppo terroristico. Inoltre, gli USA avrebbero calcolato male sia l’orario dell’attacco, pensando di colpire il luogo dopo la fine delle preghiere, sia le precauzioni per evitare di colpire i civili.

Recentemente, un altro bombardamento della coalizione a guida USA contro il villaggio di Sukkarieh, ai confini con l’Iraq, ha causato la morte di 8 civili.

Siria, Aleppo. Fonte: Wikimedia Comnmons

Siria, Aleppo. Fonte: Wikimedia Comnmons

di Redazione

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