Erdogan riceve le congratulazioni per la vittoria da Trump

Pubblicato il 18 aprile 2017 alle 8:16 in Medio Oriente Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha ricevuto le congratulazioni per la vittoria del “sì” al referendum costituzionale dal presidente americano, Donald Trump.

Senza tener conto delle polemiche e delle preoccupazioni sollevate dai gruppi internazionali di monitoraggio e dai partiti di opposizione turchi, Trump ha chiamato Erdogan, ieri, dimostrando di sostenere un leader che sta assumendo una linea sempre più autoritaria. Il referendum del 16 aprile ha vinto con il 51,3% dei voti e permetterà al presidente turco di nominare direttamente i ministri e gli ufficiali governativi, di istituire lo stato di emergenza e decreti. Ad avviso dei partiti di opposizione, le elezioni si sono svolte con una serie di irregolarità, tra cui la decisione da parte del comitato elettorale ufficiale di accettare anche le schede senza timbri ufficiali, una caratteristica obbligatoria sancita dalla legge turca. Nonostante ciò, Erdogan ha definito il referendum “l’elezione più democratica mai vista in un paese occidentale”.

Il presidente turco aveva avuto relazioni tumultuose con il predecessore di Trump, Barack Obama. Inizialmente, l’ex leader americano aveva visto in Erdogan un modello per una possibile nuova generazione di capi di Stato musulmani, ed aveva instaurato un dialogo positivo con lui. Tuttavia, da quando il governo del presidente turco ha intrapreso una svolta più autoritaria, i rapporti con Obama sono peggiorati.

Intanto, ad un giorno di distanza dal referendum costituzionale, il governo turco ha proposto di estendere lo stato di emergenza in tutto il paese per altri tre mesi, in linea con le raccomandazioni del National Security Board (MGK).

Lo stato di emergenza in Turchia non è uno strumento per facilitare l’attività governativa”, ha spiegato Numan Kurtulmus, portavoce del governo e vice primo ministro in seguito ad un meeting, il 17 aprile. La Turchia ha dichiarato lo stato di emergenza il 20 luglio 2016, pochi giorni dopo il fallito golpe, con l’obiettivo di combattere l’organizzazione terroristica Fehtullahist Terror Organization (FETO), la quale è stata accusata di aver organizzato il colpo di Stato. Kurtulmus ha affermato che “non è una questione governativa, ma una questione di sicurezza e di sopravvivenza”. Il Parlamento turco voterà oggi la proposta del governo.

Il FETO è un movimento transnazionale religioso e sociale guidato dal chierico turco Fethullah Gulen, il quale vive negli USA dal 1999. L’11 dicembre 2015 tale movimento è stato classificato come un’organizzazione terroristica, ed è stato accusato di aver organizzato il fallito golpe del 16 luglio 2016. Gulen, tuttavia, ha condannato l’accaduto affermando di non avere niente a che fare con il colpo di Stato. La Turchia ha ripetutamente chiesto l’estradizione del chierico agli USA, i quali, però, vogliono che Ankara fornisca le prove della colpevolezza di Gulen.

Il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Fonte: Sputnik Italia

Il Presidente turco, Recep Tayyip Erdogan. Fonte: Sputnik Italia

di Redazione

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