Gli Stati Uniti dispiegano le truppe in Somalia

Pubblicato il 17 aprile 2017 alle 5:33 in Africa Somalia

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Gli Stati Uniti hanno confermato di voler schierare “poche decine” di truppe in Somalia per aiutare l’esercito nazionale somalo (SNA) a condurre operazioni di sicurezza, ha dichiarato un portavoce militare statunitense, sabato 15 aprile.

Questa sarà la prima volta che i soldati americani si dispiegheranno nel paese da oltre due decenni. Le ultime truppe statunitensi hanno lasciato il Corno d’Africa nel 1993. La portavoce del comando in Africa degli Stati Uniti, Samantha Reho, ha detto che i soldati della 101 ° Airborne Division, un’unità specializzata in attacchi aerei, addestreranno ed equipaggeranno l’esercito nazionale somalo (SNA) “per combattere meglio al-Shabaab”, un gruppo armato che lotta per rovesciare il governo. Al-Shabaab è considerata un’organizzazione di natura terroristica da Australia, Canada, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti.

Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno condotto varie piccole operazioni speciali e hanno svolto un ruolo di consulenza nel campo dell’antiterrorismo in Somalia, ma recentemente Trump ha approvato una richiesta del Pentagono per permettere attacchi aerei più aggressivi nei confronti del gruppo estremista, affiliato di al-Qaeda.

Ad oggi il governo centrale della Somalia appare ancora piuttosto debole, nonostante sia appoggiato dalla comunità internazionale e da circa 22.000 soldati dell’Unione Africana (UA).

I combattenti di al-Shabaab hanno perso ampie distese di territorio e sono stati costretti dalle truppe dell’Unione Africana ad abbandonare la capitale, Mogadiscio, nel 2011. Tuttavia, negli ultimi mesi sono riusciti a riconquistare una serie di città nel sud e nel centro della Somalia.

Il gruppo ha continuato a lanciare attacchi anche a Mogadiscio e nelle periferie, rivendicando la responsabilità di gravi attentati in Africa orientale, ad esempio all’università di Garissa nel vicino Kenya, dove nell’aprile del 2015 sono rimaste uccise 148 persone.

I militanti del gruppo armato hanno minacciato di intraprendere una guerra spietata contro la nuova amministrazione guidata dal presidente, Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo, che è stato eletto l’8 febbraio di quest’anno.

Il 9 aprile, il nuovo capo militare della Somalia è sopravvissuto a un attentato suicida dove sono morte almeno 13 persone. Il giorno dopo, in un altro attentato suicida presso un’accademia militare a Mogadiscio  hanno perso la vita cinque soldati. L’escalation di questi attacchi ha portato Trump ha intensificare la battaglia contro il gruppo terroristico.

La più nota operazione militare degli Stati Uniti in Somalia è stata effettuata nel 1993, quando nel tentativo di colpire il leader delle milizie, due elicotteri Black Hawk sono stati abbattuti nella capitale. In seguito si è dato il via a un tentativo di salvataggio che ha avuto come conseguenza la morte di centinaia di persone, tra cui 18 soldati americani.

Attualmente l’esercito somalo è sotto pressione perché spinto ad assumere al più presto la piena sicurezza del paese, in quanto le forze dell’AU progettano di lasciare lo Stato entro la fine del 2020. L’UA inizierà a ritirare la propria forza armata nel 2018. Il mese scorso il comandante generale dei soldati statunitensi in Africa, Thomas Waldhauser, ha dichiarato: “Nel caso in cui i saldati dell’Unione Africana dovessero lasciassero prima la Somalia, ampie porzioni del paese saranno a rischio e potrebbero tornare sotto il controllo di al-Shabaab”.

Soldati dell'Unione Africana. Fonte: Garowe Online

Soldati dell’Unione Africana. Fonte: Garowe Online

di Redazione

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