Corea del Nord: pronti alla guerra se gli Usa attaccano

Pubblicato il 15 aprile 2017 alle 7:04 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord è pronta alla guerra, se gli Stati Uniti la attaccano, ha ribadito un ufficiale di Pyongyang, proprio mentre la portaerei statunitense Carl Vinson raggiunge le acque vicine alla penisola. Nel mentre, aumentano le preoccupazioni per un nuovo test di armi nucleari, sabato 15 aprile.

La Corea del Nord ha modificato la sua strategia militare due anni fa, quando è emerso che gli Stati Uniti e la Corea del Sud erano pronti a un colpo contro di essa, ha dichiarato alla Associated Press il vice ministro degli esteri di Pyongyang, Han Song-ryol. “Abbiamo già in mano un potente deterrente nucleare e non ce ne staremo a braccia conserte di fronte a un attacco preventivo da parte degli Stati Uniti. Qualsiasi cosa giunga dagli Stati Uniti, la affronteremo. Siamo prontissimi a gestire qualsiasi evenienza”, ha continuato il vice ministro ribadendo che il suo paese continuerà ad ampliare il suo arsenale in termini di quantità e qualità.

“La nostra azione di contrattacco agli Usa e alla loro marina sarà condotta senza pietà, per non permettere a nessun aggressore di sopravvivere”, ha scritto la KCNA; agenzia di stampa ufficiale del regime, citando le parole dei capi dell’esercito.

Le tensioni tra Pyongyang e Washington risalgono alla guerra di Corea del 1950-53 che terminò con un armistizio e non con un trattato di pace, ma la situazione si è aggravata negli ultimi mesi e in particolar modo dal dicembre 2016 e dall’entrata in carica di Donald Trump nel gennaio 2017.

La situazione attuale è la più grave e tesa degli ultimi anni. Trump ha ordinato alla portaerei Carl Vinson e alla unità navale che la accompagna di cambiare rotta e invece di andare verso l’Australia, come previsto per un’esercitazione militare congiunta, di dirigersi verso le acque vicine alla penisola coreana. Le immagini satellitari in possesso degli analisti statunitensi mostrano che Pyongyang si sta preparando a un altro test nucleare – si tratterebbe della sesta provocazione dall’inizio dell’anno.

La Cina, rimasta finora sostenitrice del ritorno al dialogo tra le parti, giovedì ha chiesto a Pyongyang di rinunciare al nucleare in cambio di sua protezione e venerdì ha aggiunto che è necessario allentare la tensione sulla questione nordcoreana prima che questa raggiunga una “fase irreversibile e inimmaginabile”. Il governo del Giappone sta già considerando le misure da implementare qualora si verificasse un’ondata di rifugiati verso il suo territorio dalla Corea del Nord.

Il presidente degli Stati Uniti ha chiesto più volte alla Cina di avere un ruolo più attivo nella gestione della questione nordcoreana e Pechino ha risposto giovedì 14 aprile facendo tornare verso le coste coreane alcune navi che trasportavano carbone per l’importazione in Cina. Trump ha minacciato di agire da solo, qualora Pechino non fosse disposta a collaborare, per poi lodare la presa di posizione più forte di Xi Jinping degli ultimi giorni, in seguito al loro incontro e alla telefonata che lo ha seguito.

Bandiera della Corea del Nord, Fonte: Wikipedia Commons

Bandiera della Corea del Nord, Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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