Filippine, Abu Sayyaf attacca resort turistico

Pubblicato il 12 aprile 2017 alle 7:05 in Asia Filippine

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Nove vittime, di cui 4 membri delle forze dell’ordine e 5 militanti, sono il bilancio degli scontri con i membri del gruppo Abu Sayyaf sull’isola turistica di Bohol, nelle Filippine.

L’incursione e gli scontri tra le forze dell’ordine e i militanti del gruppo terroristico Abu Sayyaf, che ha giurato lealtà all’Isis di martedì 11 aprile sono stati i primi in una destinazione turistica del paese da diversi anni. Abu Sayyaf è uno dei principali gruppi paramilitari islamisti attivi nelle isole meridionali delle Filippine, soprattutto nella regione di Mindanao spesso teatro di scontri e di rapimenti anche ai danni di cittadini stranieri. I militanti facevano parte dell’unità destinata ai rapimenti dell’organizzazione terroristica. Le ambasciate degli Stati Uniti e dell’Australia avevano avvisato i cittadini dei loro paesi che durante la settimana era possibile che avvenissero dei rapimenti condotti da gruppi terroristici nelle isole di Bohol e Cebu.

Le forze dell’ordine erano in allerta per “potenziali attività da parte di alcuni elementi fuorilegge” durante il picco per Pasqua della stagione turistica, ha dichiarato il portavoce militare brigadiere generale Restituto Padilla. “Le nostre unità che erano pronte grazie alle informazioni che possedevamo sono state in grado di affrontare i gruppi armati che crediamo siano parte del gruppo Abu Sayyaf proveniente da Mindanao”, ha continuato il generale in una dichiarazione alla televisione locale ABS-CBN.

L’isola di Bohol è a 30 minuti in barca dal porto di Cebu, sull’isola dal medesimo nome, uno dei più importanti per i flussi turistici.

Abu Sayyaf è uno dei principali gruppi paramilitari islamici attivi nelle isole meridionali delle Filippine. Fondato nei primi anni Novanta da un cittadino filippino musulmano che aveva militato nella Brigata Internazionale Musulmana durante l’invasione in Afghanistan, il gruppo combatte da quasi 30 anni lo Stato a maggioranza cattolica, in cui aspira a creare una provincia indipendente. I fondi per la creazione del gruppo sembra provenissero direttamente da Osama Bin Laden e Al’Qaeda. Obiettivo dell’organizzazione è istituire un’entità panislamica nel Sud-est asiatico, che comprenda in particolare l’isola di Mindanao, le Isole Sulu, il Borneo, la Malesia, l’Indonesia, le isole del Mar Cinese e la penisola Malese. Il gruppo è basato nel sud delle Filippine ed è ben noto in patria per rapimenti, decapitazioni, attentanti con ordigni esplosivi ed estorsione. Finora Abu Sayyaf si è rivelato un nemico arduo da sconfiggere per le forze dell’ordine delle Filippine. Le sue piccole dimensioni e la rete ben organizzata su cui si basa sono le sue caratteristiche fondamentali, insieme alla base operativa nascosta tra la giungla delle due isole più meridionali delle Filippine, dalle quali è facile aggredire le navi da carico. Abu Sayyaf è noto a livello internazionale come uno dei gruppi terroristici più brutali al mondo e ha molto spesso decapitato gli ostaggi, in caso di mancato pagamento di riscatto. Negli ultimi otto mesi sono stati decapitati un cittadino della Germania e due del Canada.

Spiaggia di Alona, Isola di Bohol, Filippine

Spiaggia di Alona, Isola di Bohol, Filippine

di Redazione

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