Spagna: la resa dell’ETA non convince il governo

Pubblicato il 11 aprile 2017 alle 6:32 in Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ETA ha consegnato le armi e gli esplosivi rimasti in suo possesso alle autorità del comune di Bayonne, ma il governo di Madrid considera il disarmo una “messa in scena mediatica” e assicura che non ci sarà impunità per i terroristi.

La banda terrorista indipendentista basca ETA ha consegnato 120 armi da fuoco, 3 tonnellate di esplosivi e migliaia di detonatori e munizioni in un atto ufficiale presso il comune di Bayonne, nei paesi baschi francesi. La Gendarmerie Nationale ha localizzato in seguito gli 8 depositi di armi indicati dalla banda, tutti in territorio francese.

Scritte a favore di ETA nei Paesi Baschi spagnoli. Fonte: Wikipedia

Scritte a favore di ETA nei Paesi Baschi spagnoli. Fonte: Wikipedia

I mediatori, autodefinitisi “artigiani della pace” avevano assicurato che il disarmo sarebbe stato totale e che avrebbero consegnato un numero di armi 8 volte superiore a quello sequestrato in dicembre dalle polizie francese e spagnola. Il numero di armi da fuoco in possesso dell’ETA, tuttavia, è superiore alle 150 unità, secondo Parigi e Madrid. In conseguenza di ciò le autorità francesi hanno trattenuto i mediatori per interrogarli.

Gli “artigiani della pace” sono guidati dal cingalese Ram Manikkalingam, che in precedenza aveva spiegato di essere stato contattato dall’ETA a mezzo lettera e che per il suo lavoro di mediazione viene pagato 750€ al giorno dall’organizzazione indipendentista.

Il governo di Madrid ha definito “operazione mediatica” la consegna di armi di Bayonne. Un tentativo – secondo le parole del Ministro dell’Interno Ignacio Zoido – di trarre benefici politici da quella che non è altro che una resa definitiva e senza condizioni.

La sconfitta dell’ETA – ha assicurato Zoido – è stata merito della democrazia spagnola, con le armi della legge, dell’unità politica, della cooperazione internazionale e dell’efficienza e dell’abnegazione delle Forze di Sicurezza dello stato.

Il governo spagnolo non esprimerà valutazioni sulle armi consegnate finché non lo farà la giustizia francese, ma ha già anticipato che i terroristi non possono pensare di ricevere per questo trattamenti di favore né pretendere che i crimini restino impuniti.

L’ETA, frattanto, ha iniziato un dibattito interno su una possibile dissoluzione. Sebbene abbia sempre respinto l’idea di sciogliersi, il gruppo terrorista ha convocato una discussione interna tra gli affiliati. La decisione di convocare simile dibattito era stata resa pubblica dal leader David Pla in una recente intervista.

La stampa spagnola sottolinea tuttavia come le discussioni interne all’ETA siano generalmente prolisse. L’eventuale scioglimento del gruppo, dunque, non dovrebbe avere luogo nell’immediato futuro, a meno di una decisione imposta dalla direzione. La direzione della banda terrorista è formata da sei o sette persone, tra cui David Pla e la sua compagna Iratxe Sorzabal.

Fondata nel 1959, l’ETA è considerata responsabile della morte di 829 persone tra il 1968 e il 2010, di cui 826 in territorio spagnolo (551 nei Paesi Baschi) e 3 in Francia.

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.