L’ISIS ha utilizzato gas tossico in un attacco contro la zona est di Mosul

Pubblicato il 11 aprile 2017 alle 9:11 in Iraq Medio Oriente

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Una fonte di sicurezza della provincia di Nineveh, in Iraq, ha rivelato che i militanti dell’ISIS hanno lanciato un attacco chimico, usando il cloro, nella zona est di Mosul, in cui sono morti 4 civili e feriti altri 6.

Il Tenente Colonnello Ahmed Abdel Aziz al-Numai ha spiegato che, ieri pomeriggio, tre razzi sono stati lanciati contro l’area di al-Hadba, e che le vittime, oltre ad essere soffocate, hanno riportato bruciature sul corpo causate dal gas tossico. Attualmente, le squadre di ingegneri della 16esima brigata irachena stanno esaminando i pezzi rimanenti dei razzi, per determinare la natura dell’attacco. Ad avviso di Numai, l’attentato è opera dello Stato Islamico, dal momento che i missili sono partiti dall’area di Hawi al-Kanesa, nella zona ovest di Mosul ancora sotto il controllo dei terroristi.

Intanto, in seguito all’attacco chimico della scorsa settimana contro la cittadina dei ribelli di Khan Sheikhoun, in Siria, sembra che le autorità irachene stiano prendendo le distanze dal regime del presidente siriano Bassar al-Assad. Il governo sciita di Baghdad ha pubblicato un comunicato, venerdì 7 aprile, condannando l’atroce accaduto, in cui si legge: “Supportiamo fortemente qualsiasi sforzo da parte della comunità internazionale volto a punire coloro che hanno utilizzato le armi chimiche”. Il documento aggiunge che il governo iracheno è contrario anche a “interventi precipitosi”, con riferimento all’attacco ordinato dal presidente americano, Donald Trump, contro la base siriana di Sharyat.

Fino ad ora, Baghdad ha mantenuto buone relazioni con il regime di Assad, il quale è supportato dalla potenza sciita iraniana. Un ministro iracheno ha rivelato a The New Arab che, da ieri, l’amministrazione Trump sta cercando di convincere il presidente iracheno, Haider al-Abadi, a cambiare posizione nei confronti della Siria e dell’influenza dell’Iran. A tale proposito, Abadi ha ricevuto telefonate dal presidente americano stesso, dal vicepresidente Mike Pence e dal segretario di Stato, Rex Tillerson.

Il mese scorso, durante la visita di Abadi negli USA, i due leaders hanno discusso sull’Iran e sull’Arabia Saudita. Washington ha espresso la volontà di avvicinare Baghdad e Riyad, nel tentativo di contrastare le mire espansionistiche iraniane nella regione mediorientale. Pochi giorni dopo, Trump ha mandato il proprio consigliere e genero, Jared Kushner, in Iraq per discutere sul supporto iracheno alla coalizione internazionale a guida USA, nella lotta contro l’ISIS. Omar Sattar, in un articolo pubblicato su al-Monitor, ha scritto che è evidente che gli USA abbiano intenzione di limitare l’influenza iraniana attraverso l’Iraq.

Tale situazione ha provocato la reazione dei partiti politici iracheni sciiti, i quali hanno espresso il proprio discontento verso la visita di Kushner e l’allineamento tra l’Iraq e gli USA a discapito dell’Iran. Lo scienziato politico Mohammed Naanaa sostiene che Abadi proverà a convincere le fazioni sciite che il proprio paese prenderà una posizione da mediatore tra l’Arabia Saudita e l’Iran, per mantenere il supporto americano. A suo avviso, il presidente iracheno non può né voltare le spalle a Teheran, né perdere l’alleato statunitense.

Carro armato dell'esercito iracheno, Mosul, Iraq. Fonte: Wikimedia Commons

Carro armato dell’esercito iracheno, Mosul, Iraq. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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