Arabia Saudita vicina all’Egitto: re Salman condanna gli attentati di Alessandria e Tanta

Pubblicato il 10 aprile 2017 alle 8:47 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Il sovrano saudita ha telefonato al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi per porgere le proprie condoglianze in seguito agli attentati di Alessandria e Tanta, in cui sono morte almeno 27 persone.

Re Salman ha definito gli attacchi “due atti criminali” e ha affermato: “Noi (l’Arabia Saudita) supporteremo l’Egitto contro chiunque provi a minacciare la sua sicurezza”. Il principe saudita Mohammed bin Naif e il vice principe Mohammed bin Salman hanno inviato due lettere separate per esprimere la propria vicinanza al paese nordafricano.

I due attacchi, rivendicati dall’ISIS, si sono verificati ieri contro la chiesa di Margarges, a Tanta, e vicino alla chiesa di San Marco, ad Alessandria. Una fonte ufficiale del Ministero degli Esteri saudita ha riferito che l’Arabia Saudita condanna gli attentati e che “tali atti di terrorismo sono contrari a qualsiasi principio religioso e morale”.

Questa presa di posizione da parte dell’Arabia Saudita sembra confermare il miglioramento delle relazioni con l’Egitto. A partire dall’ottobre 2016, i rapporti tra Riyad ed il Cairo sono stati caratterizzati da tensioni per alcuni motivi.

In primo luogo, l’8 ottobre 2016, l’Egitto aveva votato a favore di una risoluzione russa richiedente un cessate il fuoco in Siria, andando contro la proposta avanzata dalla Francia, sostenuta da Riyad, che chiedeva l’istituzione di una no-fly zone sopra la città siriana di Aleppo. Di conseguenza, l’Arabia Saudita ha sospeso ogni fornitura di greggio all’Egitto, nonostante tra i due esistesse un accordo, firmato nei mesi precedenti, che impegnava Riyad a fornire al Cairo 700.000 tonnellate di petrolio raffinato al mese, per un periodo di cinque anni.

In secondo luogo, la disputa riguardo alle isole del Mar Rosso Tiran e Sanafir ha contribuito ad aumentare i divari tra i due paesi. Le due isole sono situate nel Golfo di Aqaba, in una posizione strategica perché permettono l’accesso diretto alla Giordania e a Israele. Nell’aprile 2016, l’Egitto e l’Arabia Saudita avevano firmato un accordo secondo cui le due isole sarebbero passate sotto la sovranità di Riyad. Tale decisione ha scatenato diverse critiche e rivolte da parte degli egiziani, i quali si sono schierati contro il disgregamento del proprio territorio nazionale. Da una parte, gli ufficiali sauditi e egiziani che ritengono che Tiran e Sanafir appartengano all’Arabia Saudita, affermano che le due isole fossero sotto il controllo egiziano solo perché Riyad, negli anni ’50, aveva chiesto al Cairo di proteggerle. Dall’altra parte. coloro che si oppongono al passaggio di sovranità, ritengono, invece, che le isole appartengano all’Egitto per via di un trattato stipulato nel 1906, quando l’Arabia Saudita non era ancora stata fondata. Lo scorso 3 aprile, la Corte del Cairo per affari urgenti ha stabilito che la decisione presa da una Corte amministrativa egiziana, lo scorso gennaio, la quale aveva bloccato il trasferimento delle due isole all’Arabia Saudita, fosse nulla. Tuttavia, il verdetto finale spetta al Parlamento egiziano.

Nonostante tale situazione, il 17 ed il 18 marzo 2017, il Ministro egiziano per il Petrolio e le Risorse Minerarie, Tarek el-Mulla, ha annunciato che i porti egiziani avrebbero accolto due rifornimenti di carburante dalla Saudi Aramco, la compagnia petrolifera nazionale saudita, la quale, il giorno precedente, aveva reso noto che avrebbe ripreso la fornitura di greggio all’Egitto, sospesa nell’ottobre 2016. Come ha scritto Ahmed Gomaa in un articolo per al-Monitor, la ripresa degli affari tra i due paesi potrebbe segnare l’inizio di un nuovo capitolo per le loro relazioni. Ad avviso di Abdul Menhem Said, direttore del Regional Center for Strategic Studies, dopo mesi di tensioni, questo fatto costituisce “un buon rilancio del dialogo tra l’Egitto e l’Arabia Saudita”.

Re Salman. Fonte: Flickr

Re Salman. Fonte: Flickr

di Redazione

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