Il nuovo capo militare della Somalia è sopravvissuto a un attentato suicida che ha ucciso 13 persone

Pubblicato il 9 aprile 2017 alle 15:48 in Africa Somalia

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Mohamed Ahmed Jimale aveva appena prestato giuramento in ufficio e stava viaggiando con un convoglio di alti funzionari militari, quando la bomba è esplosa nei pressi del ministero della difesa della Somalia, a Mogadiscio, questo è quanto è stato riportato dalla polizia.

Cinque soldati e almeno 8 civili che viaggiavano su un minibus vicino sono stati uccisi, ha dichiarato Mohamed Hussein, ufficiale di polizia somala.

Il gruppo estremista al-Shabaab ha rivendicato la responsabilità dell’attacco. L’organizzazione, considerata di natura terroristica da Australia, Canada, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti, ha giurato di destabilizzare il nuovo governo del paese che ha l’appoggio dalle Nazioni Unite.

Successivamente i soldati hanno sparato in aria per disperdere la folla.

Jimale è stato nominato giovedì 6 aprile dal presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo, che la scorsa settimana ha dichiarato la Somalia in Stato di guerra. Il presidente, che è stato eletto l’8 febbraio di quest’anno, ha sostituito i suoi capi militari e di intelligence e ha incaricato l’esercito di preparare una nuova offensiva contro al-Shabaab. Farmajo ha anche sostituito il capo della polizia del paese e il sindaco di Mogadiscio. Questa riorganizzazione è un tentativo di migliorare la sicurezza a causa dell’incremento degli attacchi da parte di al-Shabaab, affiliato di al-Qaeda.

Nell’ultima conferenza stampa il presidente somalo ha emesso una nuova amnistia della durata di 60 giorni per i militanti che decidessero di arrendersi e abbandonare la violenza.

I cambiamenti arrivano circa una settimana dopo che l’amministrazione Trump ha approvato una richiesta del Pentagono per permettere attacchi aerei più aggressivi nei confronti del gruppo estremista al-Shabaab nella parte meridionale della Somalia, poiché queste zone saranno considerate aree di ostilità attive.

Al-Shabaab ha denunciato il nuovo presidente definendolo un “apostata” e ha spinto i somali a ribellarsi al nuovo governo. Nonostante i militanti dell’organizzazione siano stati allontanati dalla capitale e da altre grandi aree urbane in Somalia, grazie alla collaborazione delle forze multinazionali e dall’Unione Africana, continuano a compiere attentati mortali a Mogadiscio e altrove. Gli obiettivi sono alberghi, posti di blocco militari e il palazzo presidenziale.

Al-Shabaab è solo una delle grandi sfide che il paese deve affrontare. La Somalia è minacciata anche dalla siccità, e dai dirottamenti delle navi da carico al largo della costa del paese, che nelle ultime settimane hanno segnalato un ritorno alla pirateria su alcune delle rotte marittime più importanti. Inoltre, lo Stato Somalo è una delle nazioni  più corrotte al mondo secondo Transparency International.

Mohamed Abdullahi Mohamed Farmajo, presidente somalo. Fonte: Wikimedia Commons

Mohamed Abdullahi Mohamed Farmajo, presidente somalo. Fonte: Wikimedia Commons

 

di Redazione

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