Cina e Filippine, jet militari e truppe nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 8 aprile 2017 alle 7:08 in Asia Cina

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Un areo da guerra cinese è stato segnalato su una delle isole del Mar Cinese Meridionale controllate da Pechino. Si tratta del primo avvistamento da un anno ed è il primo da quando Trump è entrato i carica, secondo un think tank Usa. Intanto, le Filippine “occupano” le Spratly.

Un fighter J-11 dell’aviazione cinese è stato fotografato da un’immagine satellitare del 29 marzo, sulla Woody Island parte del gruppo di isole Paracel, secondo il think tank degli Stati Uniti Asia Maritime Transparency Initiative (AMTI), parte del Centro per gli Studi Strategici e Internazionali di Washington. La notizia dell’avvistamento è giunta venerdì 7 aprile, mentre in Florida si svolgono i colloqui bilaterali tra Trump e XI Jinping. Le dispute territoriali, le rivendicazioni di sovranità e la militarizzazione cinese degli isolotti del Mar Cinese Meridionale sono alcuni dei temi all’ordine del giorno per gli incontri Cina-Usa.

“Non è la prima volta che succede, ma è la prima da un anno a questa parte”, ha commentato l’avvistamento del jet cinese il direttore dell’AMTI, Greg Poling.

La presenza militare della Cina sulle isole del Mar Cinese Meridionale è cresciuta rapidamente nell’ultimo periodo. Gli Stati Uniti reputano che la presenza di jet militari sulla Woody Island è un ulteriore segnale della militarizzazione degli isolotti artificiali nelle acque che Pechino reputa parte del suo territorio nazionale.

La Cina ha invece dichiarato che gli armamenti posti sulle isole sono a mero scopo difensivo per tutelare “la libertà di navigazione”, nelle parole del premier Li Keqiang del mese di marzo 2017.

Le acque del Mar Cinese Meridionale – rotta di passaggio di 5 trilioni di merci annualmente – sono oggetto di contese tra molti dei paesi che le costeggiano. Le Filippine, in particolare, sono in disputa con la Cina per un’ampia porzione di mare che comprende l’arcipelago Spratly. Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha ordinato al suo esercito di occupare le isole e le scogliere disabitate che il suo paese rivendica, giovedì 6 aprile. Una simile azione può irritare la Cina e modificare l’atteggiamento amichevole e volto al negoziato che ha caratterizzato i rapporti Pechino-Manila, sin dal luglio 2016, quando Duterte è entrato in carica. Alle dichiarazioni di Duterte sono seguite le spiegazioni e mitigazioni da parte del Ministero della Difesa filippino che ha specificato che il presidente si riferiva all’occupazione delle Spratly già sotto il controllo delle Filippine.

La Cina rivendica la sovranità di gran parte del Mar Cinese Meridionale. Si tratta di una zona molto densa di rotte nautiche, ogni anno vi transitano oltre 5 trilioni di dollari di merci. Un arbitrato internazionale nel 2015, in seguito a una disputa sollevata dal precedente governo delle Filippine, ha definito illegittime le rivendicazioni di Pechino.
La Cina non ha accettato il risultato dell’arbitrato e ha continuato ad installare armamenti sugli isolotti. Il nuovo governo di Manila ha adottato una politica di riavvicinamento con Pechino e deciso di non sollevare apertamente la questione delle isole durante il vertice ASEAN che ospiterà nel corso dell’anno. Il segretario alla difesa delle Filippine, Yasay, spera nella creazione di un codice di condotta condiviso Cina-ASEAN nella prima metà del 2017, passi avanti in questa direzione sono stati fatti nel mese di marzo 2017.

Le Isole Spartly, isole contese del Mar Cinese Meridionale. Le bandiere indicano i Paesi che le occupano/rivendicano.

Le Isole Spartly, isole contese del Mar Cinese Meridionale. Le bandiere indicano i Paesi che le occupano/rivendicano.

 

 

di Redazione

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