Tobruk ha posto le condizioni per riconoscere l’Accordo Politico Libico

Pubblicato il 5 aprile 2017 alle 6:29 in Africa Libia

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La Camera dei Rappresentanti di Tobruk ha posto sei condizioni per riprendere i dialoghi con il governo rivale di Tripoli, riguardo il riconoscimento dell’Accordo Politico Libico, sostenuto dall’ONU.

La Camera dei Rappresentanti ha votato il 3 aprile 2017 le condizioni per prendere parte ai dialoghi con il Consiglio di Stato riguardo l’Accordo Politico Libico (LPA) approvato il 15 dicembre 2015 a Skhirat in Marocco. L’accordo prevedeva la formazione del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Fayez al-Serraj, il quale non è mai stato riconosciuto dal governo di Tobruk.

Durante la sessione di voto, 60 membri della Camera dei Rappresentanti hanno votato a favore le sei condizioni per riprendere i dialoghi politici con le istituzioni rivali:

  1. L’assenza di qualsiasi organo internazionale, come la missione delle Nazioni Unite UNSMIL, durante i dialoghi tra la Camera dei Rappresentanti e il Consiglio di Stato per emendare l’Accordo Politico Libico (LPA). Inoltre l’incontro dovrà avvenire entro i confini libici;
  2. Il Consiglio Presidenziale sarà costituito da tre persone – un capo e due deputati che nomineranno un primo ministro separato;
  3. Il Primo Ministro potrà formare il governo che verrà sottoposto all’approvazione della Camera dei Rappresentanti;
  4. Il Consiglio di Stato consisterà da coloro che sono stati eletti al Congresso Generale Nazionale (GNC) nel luglio 2012;
  5. L’articolo 8, che consiste nel trasferire tutti i poteri degli alti funzionari civili e militari al Consiglio Presidenziale, deve essere rimosso dall’accordo.
  6. Il riconoscimento della Libyan National Army (LNA), sotto il comando del Generale Khalifa Haftar e istituita dalla Camera dei rappresentanti, come unico corpo armato legittimo.

Accettate le condizioni, la Camera dei Rappresentanti parteciperà all’incontro con la controparte. In base ai termini dell’accordo LPA, solo un comitato di rappresentanti di pari membri della Camera dei Rappresentanti e del Consiglio di Stato possono emendare l’accordo.

Nonostante l’insistenza riguardo la non partecipazione degli organi internazionali ai dialoghi, il presidente della Camera dei Rappresentanti, Angeela Saleh, ha dichiarato che le sessioni potranno essere supervisionate sia dalla UNSMIL che dalla Lega Araba.

Nel marzo 2017, la Camera dei Rappresentanti ha votato a maggioranza dei sui membri per revocare l’accordo LPA a causa degli scontri per il controllo dei porti petroliferi.

Dal 2011, dopo la morte del dittatore Muammar Gheddafi, in Libia è scoppiata la guerra civile, inasprita ulteriormente nel 2014 dalla rivalità tra due governi, uno sostenuto dalla Camera dei Rappresentanti di Tobruk, e l’altro sostenuto dal Congresso Nazionale Generale (GNA) con sede a Tripoli. Nel 2015, nella città marocchina di Skhirat, un incontro tra i due governi per cercare di trovare una soluzione comune che ponesse fine alla crisi, ha dato vita all’Accordo Politico Libico (LPA) e alla creazione del Governo di Accordo Nazionale (GNA), con a capo Fayez Serraj. Questa nuovo organo avrebbe dovuto unificare lo scenario politico libico, aiutando anche a fronteggiare l’imminente pericolo rappresentato dallo Stato Islamico. Tuttavia, entrambi i governi si sono rifiutati di riconoscere l’autorità del GNA, il quale è riuscito ad insediarsi a Tripoli solo nel marzo 2016.

L’accordo riconosceva la Camera dei Rappresentanti come legislatura e il Coniglio di Stato come organo consultivo in grado di emanare raccomandazioni e pareri consultivi sia al GNA che alla Camera dei Rappresentanti. I membri del Consiglio di Stato vengono eletti dagli ex-membri del Congresso Generale Nazionale che ha operato come organo legislativo in Libia dal 2012 al 2014. Inoltre, il GNA è stato incaricato di indire le elezioni due anni dopo il suo insediamento.

Camera dei Rappresentanti di Tobruk. Fonte: The Libyan Observer

Camera dei Rappresentanti di Tobruk. Fonte: The Libyan Observer

di Redazione

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