Zarif: l’Iran è sempre stato diffidente verso gli USA

Pubblicato il 4 aprile 2017 alle 14:15 in Iran Medio Oriente

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Il ministro degli esteri iraniano, Javad Zarif, ha affermato che, nonostante l’accordo nucleare raggiunto nel 2015, la Repubblica iraniana è sempre stata diffidente verso gli USA.

Ieri, Zarif ha espresso le preoccupazioni del leader Ayatollah Seyyed Ali Khamenei riguardo all’inadempimento del patto da parte degli Stati Uniti. Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), firmato nel luglio 2015 da Iran, USA, Russia, Cina, Gran Bretagna e Francia, ed entrato in vigore nel gennaio 2016, avrebbe dovuto risolvere la questione del programma nucleare iraniano. In base all’accordo, l’Iran ha accettato di limitare le proprie iniziative nucleari in cambio della sospensione delle sanzioni internazionali che erano state precedentemente imposte da alcuni paesi.

A più di un anno di distanza dall’entrata in vigore del patto, mentre l’Iran ha rispettato i propri obblighi, gli USA si sono rivelati meno attenti a tenervi fede. In base al JCPOA, Washintgon aveva promesso di non adottare misure punitive verso quelle istituzioni internazionali intenzionate a ripristinare i propri legami commerciali con Teheran; tuttavia, la carenza di garanzie concrete sta facendo esitare le banche europee a riprendere le operazioni con l’Iran. In questo modo, ad avviso di Zarif, le opportunità offerte dal patto non vengono sfruttate.

Il ministro iraniano, inoltre, ha affermato che “le due parti (USA e Iran) hanno proceduto senza avere fiducia l’uno nell’altra”, motivo per cui il disimpegno americano era stato predetto dall’Iran. “Se gli americani non dovessero tener fede al JCPOA, la nostra reversibilità sarebbe immediata”, ha detto Zarif, spiegando che, in un simile scenario, l’Iran riprenderebbe più attività nucleari rispetto a quelle messe in atto prima della firma dell’accordo. Tuttavia, secondo il ministro, questo scenario sarà improbabile.

Le considerazioni di Khamenei e di Zarif arrivano in seguito alle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, il quale ha definito “terribile” l’accordo nucleare.

Ali Vaez, autrice di un articolo pubblicato su Foreign Affairs, spiega che Trump si trova davanti a tre scelte: abolire il patto; rispettarlo e portare avanti una politica più dura nei confronti dell’Iran in Medio Oriente; oppure rinegoziarlo. Questa ultima opzione, assumendo che gli eventuali emendamenti applicati all’accordo vengano adottati sulla base del mutuo consenso, potrebbe portare a risultati migliori.

Nel modificare il patto, gli Stati Uniti potrebbero o rafforzare alcune disposizioni già in vigore, o introdurne altre non legate alla questione nucleare. In questo modo, se Trump decidesse di tener fede ad una politica volta a migliorare davvero la situazione, potrebbe ottenere diversi successi, tra cui un accordo nucleare più duraturo, un nuovo quadro entro cui relazionarsi con l’Iran e, forse, un Medio Oriente più stabile.

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Javad Zarif, ministro degli esteri iraniano. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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