Trump: se la Cina non collabora, pensiamo noi a Pyongyang

Pubblicato il 4 aprile 2017 alle 7:10 in Asia Cina

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Gli Stati Uniti sono pronti ad agire unilateralmente contro la Corea del Nord, se la Cina non mostra la sua volontà di collaborare, ha dichiarato Donald Trump durante un’intervista.

“Se la Cina non vuole risolvere la questione della Corea del Nord, lo faremo noi. Questo è tutto quello che posso dirvi”, ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un’intervista con il Financial Times. Le parole di Trump precedono di pochi giorni il suo primo incontro con il presidente della Cina, Xi Jinping, che lo raggiungerà in Florida il 6 aprile.

Le tensioni sulla gestione e risoluzione della questione della Corea del Nord tra Usa e Cina sono cresciute esponenzialmente da quando Kim Jong-un, alla fine del 2016, ha deciso di accelerare il processo di sviluppo del nucleare e dichiarato di essere quasi riuscito a realizzare un missile balistico intercontinentale. Gli Stati Uniti accusano la Cina di non fare abbastanza e le preoccupazioni aumentano quando gli analisti statunitensi e quelli sudcoreani rivelano che Pyongyang potrebbe essere in procinto di effettuare un nuovo test nucleare. Negli ultimi due anni ne ha effettuati 5, di cui 2 nel solo 2016.

“La Cina ha una grande influenza sulla Corea del Nord e dovrà decidere se aiutarci o meno a risolvere la faccenda. Se lo farà, sarà un bene per la Cina, se non lo farà non sarà un bene per nessuno”, ha continuato Trump.

“L’unico paese che può fermare la Corea del Nord è la Cina e lo sa bene”, ha dichiarato in un’intervista alla ABC Nikki Haley, ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite. “Continueremo a pressare la Cina perché agisca”, ha concluso l’ambasciatrice.

L’incontro tra i vertici di Cina e Usa si terrà giovedì 6 aprile nella tenuta di Trump in Florida. Il presidente degli Stati Uniti ha preannunciato un incontro “molto difficile”, viste le dispute anche sul commercio che hanno caratterizzato i rapporti tra le due massime potenze e principali economie del mondo, negli ultimi mesi. L’ambasciatrice Haley ha sottolineato che il tema principale sull’agenda dei due leader sarà la proliferazione del nucleare in Corea del Nord. Pechino ha annunciato la sospensione delle importazioni di carbone da Pyongyang alla fine del 2016, mostrando la sua frustrazione nei confronti dei test e delle attività nucleari-missilistiche portate avanti dal suo vicino di casa. Il bando all’import non sembra sufficiente agli occhi degli Stati Uniti. “A un certo punto ci sarà bisogno di azioni più definitive da parte della Cina, una condanna vera e propria alla Corea del Nord e non semplici richieste di smettere”, ha continuato l’ambasciatrice.

Dalla sua entrata in carica, Trump ha più volte presagito la possibilità di un’azione militare contro Pyongyang, soprattutto dopo il lancio di quest’ultima di 4 missili nelle acque limitrofe alla zona economica speciale del Giappone. Per gli Usa, tutte le opzioni sono sul tavolo e sono possibili, come ha ribadito il segretario di stato, Rex Tillerson, durante la sua visita in Asia.

La possibilità della forza militare deve comunque essere calibrata attentamente, poiché un attacco aperto potrebbe indurre la Corea del Nord a invadere il sud della penisola, creando un’escalation di violenza.

Bandiere di Usa e Cina. Fonte: Flickr

Bandiere di Usa e Cina. Fonte: Flickr

di Redazione

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