Mar Cinese Meridionale: progressi tra Cina e Asean

Pubblicato il 4 aprile 2017 alle 13:55 in Filippine

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La Cina e i paesi del Sud-Est Asiatico portano avanti i negoziati per il codice di condotta condiviso per il Mar Cinese Meridionale, secondo quanto dichiarato dal Ministro degli Esteri di Manila.

“Abbiamo fatto progressi significativi per creare il quadro generale per il codice di condotta condiviso con la Cina”, ha dichiarato il Ministro degli Esteri ad interim delle Filippine, Enrique Manalo. Secondo Manalo, la Cina e l’ASEAN – Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico – sono già più che a metà strada nella definizione dei contenuti del codice. “Siamo partiti da zero, a gennaio e ora siamo quasi a 10. Ci siamo accordati su un buon numero di elementi e avremo a breve un framework che ci permetta di iniziare i negoziati per un codice di condotta ufficiale”, ha continuato il ministro.

I rappresentanti di Cina e dei paesi ASEAN si sono incontrati più volte negli ultimi tre mesi, prima in Indonesia, poi in Cambogia, per redigere la bozza definitiva del codice che dovrà essere approvata durante l’incontro di agosto dei ministri degli esteri dell’ASEAN che si terrà a Manila.

Il ministro Manalo ha anche dichiarato che durante il mese di aprile si svolgeranno dei colloqui con Pechino per parlare direttamente “delle questioni riguardanti il Mar Cinese Meridionale”, compresa la militarizzazione di diversi isolotti artificiali delle Spratly Islands da parte di Pechino. Le Filippine, guidate dalla precedente amministrazione, nel 2014 avevano presentato una richiesta formale di arbitrato al Tribunale Internazionale dell’Aia per la sovranità delle Spratly e nel luglio 2016 è giunta la pronuncia dell’Aia a favore di Manila. Essendo, però intanto cambiata la leadership nelle Filippine, il nuovo presidente, Rodrigo Duterte, ha deciso di percorrere la via del negoziato e del dialogo con Pechino e non ha finora fatto nulla di concreto per far retrocedere la presenza cinese dalle isole.

La Cina rivendica la sovranità di gran parte delle acque del Mar Cinese Meridionale – la porzione di Oceano Pacifico più vicina alle sue coste e a quelle dei paesi limitrofi che ne delimitano i confini dividendolo dal resto dell’oceano aperto – una zona in cui transitano merci dal valore di 5 trilioni di dollari l’anno. Oltre a Pechino, anche il Brunei, la Malesia, le Filippine, Taiwan e il Vietnam si contendono la sovranità sulle acque, mentre le rivendicazioni del Giappone si concentrano sulla porzione più ad est, nota con il nome di Mar Cinese Orientale. Gli Stati Uniti sono molto attenti alle dinamiche del Mar Cinese Meridionale e vogliono tutelarne lo status di acque internazionali a tutti i costi, per ragioni economiche.

Durante l’incontro tra Donald Trump e il presidente della Cina Xi Jinping che si terrà in Florida giovedì 6 aprile, i due leader discuteranno anche della delicata situazione del Mar Cinese Meridionale e della sempre più numerosa presenza di armamenti cinesi sugli isolotti artificiali nelle acque contese.

Le Isole Spartly, isole contese del Mar Cinese Meridionale. Le bandiere indicano i Paesi che le occupano/rivendicano.

Le Isole Spartly, isole contese del Mar Cinese Meridionale. Le bandiere indicano i Paesi che le occupano/rivendicano.

di Redazione

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