Incontro tra al-Sisi e Trump a Washington

Pubblicato il 4 aprile 2017 alle 6:46 in Africa Egitto

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Donald Trump ha invitato il presidente egiziano Abdul Fattah al-Sisi a Washington per rafforzare i rapporti bilaterali tra le due nazioni. In agenda: rapporti commerciali, investimenti e terrorismo.

Al-Sisi è stato invitato per la prima volta alla Casa Bianca da quando è salito al potere nel 2014. L’incontro è avvenuto il 3 aprile 2017.

Un ufficiale della Casa Bianca ha dichiarato che Trump ha programmato la visita con al-Sisi per rilanciare le relazioni bilaterali e realizzare una cooperazione stabile, sulla base dell’intesa che si è creata quando i due presidenti si sono incontrati a New York nel settembre 2016.

Al-Sisi non era mai stato invitato dall’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, a causa delle critiche, da parte di quest’ultimo, riguardo il colpo di stato militare che al-Sisi ha condotto nel 2013, che ha portato all’incarcerazione del primo presidente egiziano eletto democraticamente Mohamed Morsi, leader dei Fratelli Musulmani, e alle violenze commesse nei confronti dei sostenitori del movimento di opposizione.

Al-Sisi ha dichiarato che: “Il Presidente Trump ha mostrato grande comprensione riguardo a ciò che sta succedendo in Egitto”. D’altro canto, Trump ha definito al-Sisi come un “ragazzo fantastico” e ha commentato l’operato del presidente dicendo: “Ha conquistato l’Egitto. E ne ha preso il vero controllo”.

Il presidente egiziano ha incontrato, oltre a Trump, anche i membri della camera di commercio americana e i capi delle compagnie americane più importanti per discutere di possibili investimenti futuri. Inoltre, il presidente ha discusso con la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale riguardo a una maggiore cooperazione tra le istituzioni e riguardo agli aiuti finanziari che servono a risollevare l’Egitto dalla crisi economica, scoppiata a seguito delle rivolte del 2011 che hanno provocato la riduzione degli investimenti, l’allontanamento degli investitori stranieri e il blocco della crescita.

L’Egitto ha ricevuto la prima parte dei 12 miliardi di dollari di prestito che verranno stanziati nell’arco di tre anni. L’accordo è stato stipulato con il Fondo Monetario Internazionale. La seconda parte, che ammonta a 3 miliardi, è stata distribuita lo scorso mese.

L’Egitto è stato uno dei maggiori alleati degli Stati Uniti nel Medio Oriente da quando ha iniziato a ricevere annualmente 1.3 miliardi di dollari in rifornimenti militari. Tuttavia l’ex presidente Obama aveva bloccato temporaneamente gli aiuti militari a seguito del colpo di stato del 2013.

Oltre alle questioni economiche il tema della sicurezza rimane centrale nelle relazioni tra Washington e il Cairo. L’Egitto, che fa parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti per combattere lo Stato Islamico, ha affrontato importanti questioni riguardo le politiche di anti-terrorismo e soprattutto riguardo le misure da adottare per combattere l’insurrezione di gruppi affiliati all’ISIS che operano nel nord del Sinai. La Regione è stata protagonista di numerose uccisioni di militari e ufficiali di polizia nonché di civili e della minoranza di cristiani copti. Secondo alcune fonti, che hanno preferito rimanere anonime, durante la visita al-Sisi ha richiesto l’approvvigionamento di attrezzature militari avanzate per affrontare l’insurrezione islamica.

Durante la visita molti civili hanno protestato contro la Casa Bianca per portare l’attenzione sui numerosi prigionieri politici che popolano le carceri egiziane, criticando la scelta di Trump di incontrarsi con il presidente al-Sisi e di appoggiare il suo governo.

Sarah Margon, direttrice di Human Rights Watch a Washington ha detto che: “Invitare al-Sisi per una visita ufficiale a Washington con decine di migliaia di egiziani che marciscono in galera quando la tortura è ancora all’ordine del giorno è uno strano modo di costruire un rapporto strategico stabile”.

Anche l’advocacy director di Amnesty International USA, Sunjeev Bery, ha commentato la visita dicendo che: “Trump avrebbe la possibilità di far rendere conto al governo dell’Egitto della repressione brutale dei diritti umani, tra cui gli arresti di massa arbitrari, le uccisioni dei dissidenti, le sparizioni e i processi palesemente iniqui… l’amministrazione Trump non può chiudere gli occhi difronte la crisi di diritti umani che sta vivendo l’Egitto”.

Donald Trump e Abdel Fattah el-Sisi. Fonte: Twitter.com

Donald Trump e Abdel Fattah el-Sisi. Fonte: Twitter.com

di Redazione

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