Attacchi statunitensi più aggressivi in Somalia, sono a rischio i civili

Pubblicato il 3 aprile 2017 alle 7:03 in Africa Somalia

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Trump ha approvato una richiesta del Pentagono per permettere attacchi aerei più aggressivi nei confronti del gruppo estremista al-Shabaab, affiliato di al-Qaeda, nella parte meridionale della Somalia, poiché queste zone saranno considerate aree di ostilità attive.

Le forze speciali statunitensi potranno avvicinarsi agli scontri e inviare più velocemente attacchi aerei offensivi, aumentando anche l’assistenza all’esercito nazionale somalo.

In alcuni luoghi caotici della Somalia, dove l’accesso alle informazioni indipendenti è estremamente impegnativo, potrebbero diffondersi più facilmente notizie false, ha dichiarato Laetitia Bader, ricercatrice della Somalia per Human Rights Watch. “In un momento in cui migliaia di civili sono in movimento, gli Stati Uniti dovrebbero essere più cauti nel fare affidamento sulle informazioni riguardo alla presenza di civili nei territori, prima di decidere di bombardare“, ha spiegato.

Il fragile governo centrale della Somalia, che fatica ad affermarsi al di fuori della capitale, non ha ancora commentato la decisione di Trump. Il paese è stato anche uno dei sei Stati a maggioranza musulmana ad essere incluso nel divieto di viaggio del presidente americano.

Il governo somalo ha dichiarato che la crescente siccità sta portando a un disastro nazionale e le Nazioni Unite avvertono che circa la metà della popolazione, composta da 12 milioni di persone è a rischio. Inoltre, si sta diffondendo anche un’epidemia di colera. Negli ultimi mesi, più di un quarto di milione di persone non ha più una casa. L’agenzia della Nazioni Unite  per i rifugiati ha informato che molte famiglie colpite dalla siccità sta provando a raggiungere i punti in cui le agenzie umanitarie sono attualmente impegnate a distribuire cibo. “Non avevo altra scelta che spostarmi”, ha dichiarato ad Associated Press, Aydrus Salah, uno degli sfollati. Le agenzie umanitarie non possono distribuire alimenti nelle zone sotto il controllo di al-Shabaab, il quale domina le città e i villaggi remoti in tutto il sud e nelle parti centrali del paese.

“In Somalia, è estremamente difficile distinguere i combattenti dai civili”, ha affermato Joel Charny, direttore dell’ufficio del Consiglio norvegese per i rifugiati a Washington. La decisione di Trump di intensificare i bombardamenti in Somalia porterà a ciò a cui gli esperti umanitari hanno assistito in Iraq, Siria e Yemen, dove i civili sono stati uccisi in mezzo agli sforzi degli Stati Uniti di distruggere estremisti e ribelli, ha spiegato. “Sembra che l’amministrazione di Trump voglia allentare le regole e consentire una maggiore discrezionalità a livello locale”, ha detto Charny. “Le azioni paiono essere più aggressive, e le conseguenze sembrano portare a un picco di vittime civili. È molto preoccupante, soprattutto se ragioniamo sul contesto che si sta trovando a vivere la Somalia, caratterizzato da gravi difficoltà alimentari e dalla più grave siccità degli ultimi 20 anni”.

A causa dei suoi frequenti attentati suicidi e degli attacchi a hotel e obiettivi militari verificatesi nella capitale e altrove, gli esperti di sicurezza dicono che al-Shabaab si è dimostrato più resistente di quanto gli Stati Uniti prevedessero. E ora una nuova minaccia è emersa, con i combattenti recentemente affiliatesi all’Isis nella parte settentrionale semi-autonoma del paese.

Ad oggi circa 50 commandi statunitensi si alternano dentro e fuori dalla Somalia per consigliare e assistere le truppe locali. Le milizie hanno accompagnato le forze somale in diversi raid contro al-Shabaab in cui sono state uccise decine di estremisti, secondo quanto dichiarato dai funzionari dell’intelligence somala, i quali hanno insistito per rimanere anonimi perché non autorizzati a parlare con la stampa.

Gli Stati Uniti hanno già basi militari in Somalia, anche se non sono pubblicamente riconosciute. Esse sono spesso utilizzate per gli attacchi dei droni. L’anno scorso gli USA hanno lanciato 14 attacchi aerei – quasi tutti attacchi con i droni – uccidendo alcuni alti dirigenti di al-Shabaab, secondo un funzionario dell’intelligence somala che ha coordinato con gli Stati Uniti alcuni interventi.

Non è chiaro quanti civili siano stati uccisi nella lotta tra Stati Uniti e al-Shabaab. Un rapporto dell’intelligence americana pubblicato nel mese di gennaio, ha dichiarato ben 117 civili colpiti tra attacchi drone e di terra in Somalia, Yemen e altrove durante la presidenza dell’ex presidente Barack Obama. Organizzazioni per i diritti umani e altri gruppi hanno detto che l’amministrazione sottostima le vittime civili.

Quei raid aerei si troveranno ad affrontare molte più sfide del solito, e le vittime civili saranno controproducenti”, ha annunciato Rashid Abdi, analista dell’International Crisis Group per il Corno d’Africa.

Il presidente americano, Donald Trump. Fonte: Flickr

Il presidente americano, Donald Trump. Fonte: Flickr

 

di Redazione

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