Grecia: un migrante si è dato fuoco in un campo profughi a Chios

Pubblicato il 1 aprile 2017 alle 16:18 in Europa

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Un rifugiato siriano si è dato fuoco in un campo profughi nell’isola greca di Chios, per non aver ricevuto il permesso di asilo da parte delle autorità locali.

L’uomo, ancora non identificato, è stato portato all’ospedale con il 90% del corpo ustionato. I poliziotti che lo hanno soccorso sono stati ricoverati per via delle gravi bruciature riportate. Migliaia di persone, di cui molti siriani, sono bloccate nelle isole greche del Mar Egeo per via dell’accordo tra l’Unione Europea e la Turchia, firmato il 20 marzo 2016, che ha chiuso la rotta balcanica, con l’obiettivo di diminuire il flusso dei migranti verso l’Europa. La maggior parte dei profughi approdati in Grecia ha fatto richiesta di asilo per non tornare in Turchia; tuttavia, i permessi tardano ad arrivare. I gruppi umanitari stanno avvertendo le autorità che la situazione all’interno dei campi di migranti sta degenerando.

In un altro incidente, sempre su un’isola greca, la polizia ha arrestato un trafficante di esseri umani che aveva imprigionato 23 rifugiati asiatici, ricattando le loro famiglie. L’individuo, un 26enne greco, chiedeva tra i 1,500 e i 3,000 euro a testa per far arrivare gli individui in Grecia. Le forze di sicurezza locali sono state avvertite da un migrante che aveva denunciato la scomparsa del proprio fratello e del proprio nipote.

Il 14 febbraio, Amnesty International ha riferito che, a quasi un anno dall’accordo sull’immigrazione tra UE e Turchia, “i rifugiati vivono in condizioni squallide e pericolose” e che un simile patto “non deve essere replicato con nessun altro paese”. In un report intitolato “Blueprint of Despair”, Amnesty International ha documentato le violazioni dei diritti umani che i migranti stanno subendo in Turchia. “L’accordo UE-Turchia è stato un disastro per migliaia di individui che sono rimasti in un limbo infernale nelle isole greche”, ha spiegato Gauri van Gulik, vicedirettore di Amnesty International per l’Europa, aggiungendo che “è impossibile pensare che i leader europei abbiano ritenuto il patto un successo”.

L’accordo tra l’UE e la Turchia è stato firmato dai capi dei 28 paesi dell’Unione e dal primo ministro turco, Ahmet Davutoglu, con l’obiettivo di fermare i migranti prima di entrare in Europa, al di là dell’Egeo, e di rimandare indietro quelli non idonei a ricevere il diritto di asilo. L’attuazione del piano ha portato alla chiusura della rotta balcanica e all’intensificazione della lotta contro l’attività dei trafficanti di esseri umani.

L’International Organization For Migration, ieri, ha reso noto che, entro il 29 marzo, 27,850 migranti hanno raggiunto l’Europa via mare. In 655 sono morti nel corso delle traversate dai paesi del Nord Africa verso l’Italia, la Grecia e la Spagna.

Campo profughi in Grecia. Fonte: May Piel

Campo profughi in Grecia. Fonte: May Piel

di Redazione

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