Il Tribunale Supremo revoca i poteri all’Assemblea Nazionale: caos in Venezuela

Pubblicato il 31 marzo 2017 alle 6:26 in America Latina Venezuela

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L’opposizione, maggioritaria in Parlamento, accusa di golpe il Presidente Maduro e si appella all’esercito affinché difenda la democrazia.

Il Tribunale Supremo di Giustizia (TSJ) del Venezuela ha ritirato le competenze all’Assemblea Nazionale per aver disatteso il dettame di varie sentenze nell’ultimo anno. Con la sentenza 156, pertanto, la suprema corte ha stabilito che la Sezione Costituzionale del TSJ assumerà i compiti del parlamento per “garantire la continuità dello stato di diritto”.

Il Presidente Maduro. Fonte: Wikimedia Commons

Il Presidente Maduro. Fonte: Wikimedia Commons

La corte ha dunque privato i deputati dell’immunità parlamentare ed ha concesso poteri speciali al Presidente, Nicolás Maduro, in materia militare, penale, economica, sociale, politica e civile. Il Presidente ha dichiarato che questi poteri straordinari gli consentiranno di “difendere le istituzioni, la pace, l’unità nazionale e respingere le aggressioni e l’intervenzionismo”.

Nicolás Maduro ha organizzato un colpo di stato in Venezuela – ha affermato il Presidente dell’Assemblea Julio Borges, che ha aggiunto che il parlamento non riconosce “la sentenza-spazzatura” del tribunale, controllato dai chavisti. Borges ha inoltre chiesto all’esercito di assumere la difesa della democrazia e di opporsi alla rottura dell’ordine costituzionale.

Anche il capo dell’opposizione e governatore dello stato di Miranda, Henrique Capriles, ha definito “colpo di stato” la sentenza del tribunale supremo.

Non appena reso noto il decreto di decadenza del Parlamento numerosi manifestanti sono scesi in strada, scontrandosi con sostenitori del Presidenti e militari. Ben presto le manifestazioni hanno assunto carattere violento. L’opposizione ha dichiarato che altre manifestazioni di protesta saranno convocate nei giorni a venire.

Molti considerano la sentenza come una reazione al tentativo dell’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) di attivare la Carta Democratica Interamericana, appoggiato dall’Assemblea Nazionale, e la richiesta di elezioni politiche in Venezuela. Maduro aveva risposto che avrebbe lanciato un’offensiva in difesa dei popoli contro l’OEA, definita “rigurgito imperialista”. Il Segretario Generale dell’Organizzazione ha parlato di auto-golpe in relazione alla sentenza.

In seguito alla sentenza, il Perù ha ritirato “in maniera immediata e definitiva” l’ambasciatore da Caracas. L’America Latina è democratica – ha affermato in un tweet il Presidente peruviano Kuczynski – quello che sta accadendo in Venezuela è inaccettabile.

Stati Uniti e Brasile hanno annunciato misure analoghe se la sentenza venisse applicata. Cile, Colombia e Messico hanno espresso preoccupazione per quanto sta accadendo in Venezuela ed hanno fatto appello al dialogo. Il Ministro degli Esteri messicano Videgaray, in particolare, ha offerto la mediazione del suo paese tra il governo e il parlamento venezuelano.

di Redazione

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