Conferma ufficiale per l’incontro Xi Jinping-Trump

Pubblicato il 30 marzo 2017 alle 12:10 in Asia Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente Xi Jinping visiterà gli Stati Uniti e incontrerà il presidente Donald Trump nella sua residenza Mar-a-Lago, in Florida, il 6 e 7 aprile.

La conferma ufficiale della visita del presidente Xi Jinping negli Usa è arrivata dal portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Lu Kang, durante la conferenza stampa di routine del 30 marzo. Si tratterà del primo incontro in assoluto tra il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e la sua controparte cinese, Xi Jinping. Un incontro molto atteso e auspicato da entrambe i leader durante la prima telefonata di stato a metà febbraio, da allora gli uffici diplomatici dei due presidenti si sono attivati per preparare il vertice. Xi Jinping lascerà la Cina il 4 aprile per recarsi prima in visita di stato in Finlandia e poi, il 6 aprile, proseguirà alla volta degli Stati Uniti. L’ultimo incontro bilaterale è stata la visita in Asia del segretario di stato Rex Tillerson che ha tentato di mediare con Pechino. Tillerson ha affermato di volersi impegnare insieme alla Cina per risolvere il problema della Corea del Nord e ribadito la volontà di Trump di migliorare i rapporti bilaterali.

I temi principali all’ordine del giorno saranno la minaccia del programma nucleare della Corea del Nord, le dispute territoriali del Mar Cinese Meridionale e i rapporti commerciali. Il vertice tra i due capi di stato giunge in seguito agli incontri intercorsi tra i rappresentanti politici delle due parti nei primi mesi del 2017, volti ad allentare le tensioni create dalle critiche di Trump alla Cina, mosse durante la sua campagna elettorale.

I principali capi di accusa nelle critiche di Trump al governo di Pechino sono stati la presunta disparità e scorrettezza della Cina nei rapporti economico-commerciali con Washington e l’impegno insufficiente del governo cinese per contenere il programma nucleare della Corea del Nord. Altre cause di frizione bilaterale sono state la telefonata tra Trump e la presidente di Taiwan, Tsai Ying-wen, in cui il presidente Usa ha messo in dubbio la validità del principio “una Sola Cina” che è la base fondante dei rapporti diplomatici della Cina con tutti i paesi del mondo. Il principio “una Sola Cina” sancisce che quello della Repubblica Popolare Cinese è l’unico governo legittimo del popolo cinese e che Taiwan è una parte integrante del suo territorio e non può godere di un governo autonomo. In realtà, l’isola di Taiwan gode di un governo de facto indipendente da quello di Pechino dal 1949. Nella telefonata tra Trump e Xi Jinping nel mese di febbraio, il presidente Usa ha ritrattato la sua posizione e garantito a Xi Jinping che rispetterà il principio “una Sola Cina”.

Altra ragione di tensione tra Pechino e Washington è stata l’accelerazione voluta da Seoul dell’installazione in Corea del Sud del sistema di difesa anti-missilistica statunitense THAAD. La Cina è fermamente contraria ad avere un sistema di difesa dotato di potenti radar installato così vicino al suo territorio ed è preoccupata che esso possa venire usato per controllare le sue attività e lo considera una minaccia alla sua sicurezza nazionale e a quella regionale.

Per quanto concerne la bilancia commerciale bilaterale, il portavoce del Ministero degli Esteri, Lu Kang, ha ribadito che la Cina considera i rapporti economici con gli Usa come mutualmente vantaggiosi. Il 2017 segna il 38esimo anniversario dall’istaurazione dei rapporti diplomatici sino-americani e Lu Kang ha ricordato che l’interscambio bilaterale del 2016 è stato 207 volte superiore a quello del 1979, raggiungendo i 519 miliardi di dollari. La Cina è attualmente il maggior mercato di esportazione per gli Stati Uniti, fuori dal continente americano. Il surplus a favore della Cina nella bilancia commerciale, secondo Lu Kang, deriva in realtà per il 40% dalle aziende americane che operano in Cina. I rapporti commerciali bilaterali sono fondamentali sia per la Cina che per gli Stati Uniti, due paesi con un alto grado di complementarietà. Le attuali tendenze del mercato, secondo Lu Kang, fanno sì che non sia possibile separare la crescita economica di un paese da quella degli altri, per questa ragione Cina e Stati Uniti possono solo continuare lungo la via dello sviluppo congiunto creando condizioni vantaggiose non solo per le popolazioni dei loro paesi, ma per il mondo intero.

La visita in Finlandia che precederà l’arrivo di Xi Jinping negli Usa sarà la prima visita ufficiale in Europa del 2017 e la prima di Xi Jinping in qualità di presidente della RPC in Nord Europa.
Sarà un’occasione per incrementare la fiducia reciproca e rafforzare la cooperazione con un paese come la Finlandia che è stato tra i primi in Europa a istituire i rapporti diplomatici con la Cina, ha commentato Lu Kang.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Bandiera americana e bandiera cinese. Fonte: Wikimedia Commons

Bandiera americana e bandiera cinese. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.