Libia: la NOC e il Consiglio Presidenziale lottano per il petrolio

Pubblicato il 29 marzo 2017 alle 6:46 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Compagnia petrolifera Nazionale (NOC) sta combattendo una battaglia contro il Consiglio Presidenziale del governo di Tripoli di Fayez al-Serraj per il controllo e la gestione del settore petrolifero.

Il Consiglio Presidenziale ha emanato un decreto per appropriarsi della maggior parte dei poteri della Compagnia Petrolifera Nazionale. Il Consiglio Presidenziale si è arrogato il diritto di supervisionare e sfruttare le risorse petrolifere del paese, firmare i progetti per aumentare la produzione, nonché di approvare gli accordi condivisi per l’esplorazione e la produzione (EPSAs) con le compagnie internazionali petrolifere. Il Consiglio ha inoltre aggiunto che gestirà il controllo dei prezzi del petrolio e del gas, e supervisionerà la sicurezza e la protezione delle risorse petrolifere. Controllerà anche gli investimenti privati nel settore e continuerà ad approvare il bilancio e i conti definitivi della NOC.

Il Consiglio Presidenziale ha assicurato allo staff della NOC che il loro impiego rimarrà invariato ma verrà modificato il ruolo del Ministero del Petrolio all’interno della società.

Secondo Fayez al-Serraj e il Consiglio Presidenziale, il ruolo del Ministero è superfluo, dal momento che è solo un corpo che si frappone tra il governo e la società petrolifera. Durante l’ultima riunione di gabinetto proposta alla Camera dei Rappresentanti, nessuno è stato scelto per governare il Ministero del Petrolio.

Il presidente della NOC, Mustafa Sanalla, ha dichiarato che il Consiglio Presidenziale non ha l’autorità per apportare modifiche di questo genere ed ha richiesto di ritirare il decreto, accusandolo di aver agito in abuso di potere dato che solo la Camera dei Rappresentanti, ovvero la legislatura, ha il potere di apportare suddette modifiche.

Sanalla, inoltre, ha ribadito che le responsabilità e i doveri della Compagnia Petrolifera Nazionale sono sanciti dagli articoli dell’associazione dal 1970, approvata dalla Camera dei Rappresentanti nel 1979 e sanciti quindi dalla legge libica.

Sanalla ha inoltre dichiarato che la NOC ha sempre sostenuto l’instaurazione di un governo di accordo nazionale e ha aggiunto che: “Fino a quando non si troverà una soluzione politica, il nostro dovere è quello di gestire le risorse petrolifere del paese per il benessere della nazione. La corretta gestione delle nostre risorse petrolifere è di vitale importanza per la futura stabilità del paese”.

Il presidente Sanalla e il Consiglio Presidenziale hanno avuto qualche diverbio riguardo alcuni investimenti. La NOC vuole 2.5 miliardi per finanziare la riparazione e il ripristino delle infrastrutture di petrolio e di gas danneggiate. Ma come la maggior parte delle istituzioni statali la NOC deve saldare prima i conti con la Banca Centrale. Un processo non facile dato che recentemente ha anche mancato di pagare gli stipendi ai propri dipendenti.

Le prime tensioni tra la NOC e il governo di Tripoli sono nate quando, nel dicembre 2016, la Libyan National Army (LNA), guidata dal Generale Khalifa Haftar, ha ripreso possesso di quattro porti petroliferi consegnandoli nelle mani della NOC. Dopo il tentativo fallito da parte delle Benghazi Defence Brigades (BDB) di riprendere il controllo dei porti petroliferi di Sidra e Ras Lanuf, sono nate alcune accuse che, nonostante siano state smentite dal governo di Tripoli, riguardavano la complicità del governo di al-Serraj con le BDB per destabilizzare il controllo deli porti petroliferi della NOC. Le tensioni sono aumentate quando la NOC dell’est ha sfidato la NOC di Sanalla, dichiarando di voler costituire una compagnia orientale indipendente. Inoltre, le forze dell’est sono state accusate di vendere petrolio illegalmente, rischiando sanzioni internazionali.

Tripoli, Libia. Fonte: Wikipedia

Tripoli, Libia. Fonte: Wikipedia

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.