I rifugiati somali potranno lavorare nei paesi in cui verranno accolti

Pubblicato il 27 marzo 2017 alle 6:03 in Africa Somalia

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Gli Stati dell’Africa orientale consentiranno alle centinaia di migliaia di rifugiati somali che trovano rifugio nei loro paesi di poter lavorare.

Si tratta di un passo in avanti per le nazioni dell’Africa dell’est; un esempio è il Kenya, che ospita il campo profughi più grande del mondo, in cui i rifugiati non sono autorizzati a lavorare. “Tuttavia questo non è abbastanza”, ha fatto presente Victor Nyamori, esperto di Amnesty International per i rifugiati. “Tutto ciò deve essere sostenuto da azioni concrete”, ha proseguito. L’esperto ha spiegato che i paesi dell’Africa orientale sono già firmatari di alcuni trattati delle Nazioni Unite, in cui si afferma che i rifugiati devono essere autorizzati a lavorare nei paesi in cui vengono accolti, ma che questa prerogativa non viene attuata. Solo l’Uganda sembra avere una legislazione che permette loro di lavorare, ha continuato.

Il vertice dell’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo  (IGAD), che sabato 25 marzo ha avuto come tema i rifugiati somali, ha posto l’accento sulla situazione di crisi che il paese sta vivendo e ha evidenziato ancora una volta la minaccia della carestia, che metterebbe a rischio una popolazione di circa 12 milioni di persone. L’incontro ha avuto luogo poche settimane dopo che un tribunale aveva bloccato il piano del Kenya di chiudere il proprio campo profughi  nel mese di maggio. Il campo, a Dadaab, ospita più di 200.000 somali.

Lo stesso giorno il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, ha ripetutamente affermato che il campo in questione è ormai diventato un luogo di addestramento per gli estremisti di al-Shabaab, anche se le autorità non hanno fornito alcuna prova di ciò. Il gruppo al-Shabaab ha lanciato oltre 100 attacchi contro il Kenya, dopo che quest’ultimo aveva inviato le proprie truppe in Somalia per combattere gli estremisti. Al-Shabaab viene considerata un’organizzazione di natura terroristica da Australia, Canada, Nuova Zelanda, Norvegia, Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti e Inghilterra.

I gruppi per i diritti umani hanno accusato il Kenya di fare pressione sui rifugiati somali, allo scopo di spingerli a tornare a casa.

“I paesi che ospitano rifugiati somali devono trovare soluzioni alternative per loro a livello locale, con particolare attenzione all’inclusione socio-economica”, ha dichiarato George Okoth-Obbo, assistente dell’alto commissario dell’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite.

Il blocco degli Stati orientali dell’Africa questo sabato si è impegnato a cercare mezzi alternativi per aiutare gli sfollati, ma non é noto quando tutte le implementazioni entreranno in vigore.

All’incontro, che ha avuto luogo a Nairobi, hanno partecipato Stati quali Gibuti, Somalia, Eritrea, Etiopia e Sudan.

Bandiera della Somalia. Fonte: Wikipedia

Bandiera della Somalia. Fonte: Wikipedia

 

 

 

di Redazione

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