Assemblea nazionale del Pakistan a favore della reintroduzione di tribunali militari

Pubblicato il 26 marzo 2017 alle 6:14 in Asia Pakistan

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Con 255 voti a favore e 4 voti contro, martedì 21 marzo l’Assemblea Nazionale del Pakistan ha approvato il disegno di legge di revisione costituzionale (28th Constitutional Amendment Bill) che ripristina le corti militari. Il disegno di legge ha superato la maggioranza dei 2/3 necessaria per far passare la legge.

La proposta di legge, che disciplina la reintroduzione dei tribunali militari in Pakistan, è stata presentata dal Ministro della Legge e della Giustizia Zahid Hamid. Il testo legislativo esordisce motivando la scelta di “riesumare” la giustizia militare come possibile rimedio a una situazione di emergenza e a circostanze straordinarie, tuttora esistenti, che richiedono la prosecuzione di misure speciali per la rapida estinzione di alcuni reati.

La Legge costituzionale del 2015 (21-st Amendment – I), approvata con una clausola provvisoria di due anni, consentiva il processo davanti a un tribunale militare, come disciplinato dal Pakistan Army Act, 1952 per accelerare il processo a carico di imputati accusati di reati di terrorismo. Nel corso della medesima sessione, è stato approvato il Pakistan Army (Amendment) Act 2017, che introduce modifiche alla legge del 1952.

Bandiera del Pakistan. Fonte: Wikimedia

Bandiera del Pakistan. Fonte: Wikimedia

Nella motivazione della legge, si dice che: “le precedenti misure hanno portato a risultati apprezzabili per quanto riguarda la lotta al terrorismo. Pertanto, il progetto di legge intende prorogare le misure speciali di altri due anni, per tramite di una legge di revisione costituzionale.

Il testo del 28th Constitutional Amendment Bill passerà ora al Senato. Per diventare legge dello Stato, è richiesta la maggioranza dei 2/3 dei voti.

Se la legge dovesse ottenere l’approvazione del Senato, il Pakistan ripristinerà le corti militari, che saranno operative per un biennio, calcolato a partire dal 7 gennaio 2017, data dello scioglimento delle precedenti corti militari, come stabilito dalle precedenti disposizioni legislative.

Il primo ministro pachistano, Nawaz Sharif, dopo un’assenza di sette mesi, ha assistito alle votazioni presso l’Assemblea Nazionale.

I legislatori pachistani appartenenti al partito religioso di destra Jamiat-i-Ulema Islam-Fazl (JUI-F) si sono astenuti dal voto in Assemblea, esprimendo incertezze in merito al linguaggio legale impiegato nel disegno di legge, dove si parla di “terrorismo in nome di una religione”.

Critici nei confronti del governo sono anche i membri del partito Lega Musulmana del Pakistan (Pakistan Muslim LeagueZIA). Quest’ultimi ritengono che, se il National Action Plan venisse implementato rispettandone la lettera e lo spirito, sarebbe a dir poco inconsistente la necessità di ristabilire le suddette corti militari.

di Redazione

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