Immigrazione: si teme la morte di 240 migranti al largo della Libia

Pubblicato il 25 marzo 2017 alle 14:21 in Europa

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In seguito all’ennesimo naufragio al largo delle coste libiche, si teme che più di 200 migranti siano morti nelle acque del Mediterraneo.

Ieri, Laura Lanuza, portavoce dell’organizzazione spagnola Proactiva Open Arms, ha riferito che le vittime dovrebbero essere 240, senza specificare il momento preciso dell’incidente, il quale dovrebbe essere avvenuto a 21 chilometri da Sabratha. Le stime sono state effettuate dopo che 5 corpi di migranti africani sono stati trovati in mare, dall’età compresa tra i 16 ed i 25 anni.

In seguito alla chiusura della rotta balcanica, nel marzo 2016, sancita dall’accordo tra l’UE e la Turchia, il Mediterraneo centrale è divenuto il tragitto più utilizzato dai migranti. Secondo le stime dell’International Organization for Migration, entro il 22 marzo, 25,170 migranti hanno raggiunto l’Europa via mare, il cui 80% è arrivato in Italia, mentre i restanti sono approdati in Spagna e in Grecia. I morti ammonterebbero a 559.

Il 2 febbraio, l’Italia e la Libia hanno firmato un accordo per gestire i flussi migratori provenienti dal paese nordafricano e per combattere il traffico di esseri umani, con l’obiettivo di ridurre il numero dei migranti che muoiono nel tentativo di raggiungere le coste italiane. Tuttavia, il patto, firmato dal primo ministro libico, Fayez al-Serraj, leader del Governo di Accordo Nazionale (GNA), è considerato invalido dal Generale Khalifa Haftar, sostenitore del governo rivale stanziato a Tobruk. Il 22 marzo, una corte libica ha bloccato l’accordo stipulato con l’Italia, ma le conseguenze della mossa non sono ancora chiare.

Migranti su un barcone. Fonte: Wikimedia Commons

Migranti su un barcone. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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