Dieci soldati egiziani uccisi nel Sinai

Pubblicato il 25 marzo 2017 alle 7:28 in Africa Egitto

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Dieci membri dell’esercito egiziano sono stati uccisi in un attacco ai veicoli militari durante le operazioni contro le milizie islamiche nella penisola del Sinai.

Tre ufficiali e sette soldati hanno perso la vita dopo che due ordigni esplosivi hanno colpito i veicoli militari. Tra le vittime sono presenti il comandante della 116° Brigata dell’esercito, Yahya Hassan, il comandante Ahmed Malik e il Maggiore Mohammed Omar.

In un comunicato è stato dichiarato che durante le incursioni sono stati uccisi 15 ribelli e altri 7 sono stati arrestati, i quali erano sospettati di essere “terroristi molto pericolosi”. Il portavoce dell’esercito ha aggiunto che durante le operazioni i soldati hanno trovato mezza tonnellata di esplosivo TNT e due veicoli a quattroruote contenenti granate e centinaia di telefoni.

Gli scontri sono avvenuti dopo che i media affiliati al governo del Cairo hanno riferito che l’esercito egiziano stava conducendo incursioni nel Nord del Sinai contro “obiettivi terroristici ad alto rischio”.

Il Ministero dell’Interno ha dichiarato che altri due poliziotti, un ufficiale e una recluta, sono stati uccisi in uno scontro a fuoco vicino alla stazione di polizia di al-Arish, la capitale del governatorato del Sinai del Nord.

L’area desertica del Sinai che confina con Israele, è diventata pericolosa dalla caduta del presidente Hosni Mubarak nel 2011 e dal colpo di stato contro il leader della Fratellanza Musulmana, Mohamad Morsi nel 2013. Da allora l’Egitto sta affrontando un’insurrezione jihadista che ha guadagnato maggiore terreno soprattutto dopo il colpo di stato militare contro Morsi.

I gruppi ribelli che operano nella regione hanno espresso la propria fedeltà allo Stato Islamico nel 2014 adottando il nuovo nome “Provincia del Sinai”. La milizia è accusata di aver ucciso un centinaio di soldati e poliziotti.

Il presidente Abdel Fattah al-Sisi, ex capo dell’esercito che ha condotto il colpo di stato contro Morsi, ha descritto le milizie islamiche come una minaccia esistenziale all’Egitto, e alleate degli Stati Uniti.

Lo Stato Islamico controlla alcuni territori in Iraq e in Siria ed è presente in Libia, al confine con l’Egitto. Oltre a svolgere gli attacchi contro il personale militare egiziano e i cristiani copti, le milizie islamiche affiliate all’ISIS hanno rivendicato la responsabilità dell’attentato contro l’aereo di linea russo che ha provocato la morte di tutti i 224 passeggeri presenti a bordo, nell’ottobre 2015.

Sinai. Fonte: www.shmoop.com

Sinai. Fonte: www.shmoop.com

di Redazione

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