Corte del Lussemburgo nega all’Iran scongelamento di 1.6 miliardi di dollari in asset

Pubblicato il 24 marzo 2017 alle 17:27 in Iran Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Mercoledì 22 marzo, un tribunale del Lussemburgo ha rifiutato la richiesta di Tehran di rimpatriare 1.6 miliardi di dollari in asset iraniani.

Nonostante i responsabili dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York siano per la maggior parte di nazionalità saudita, gli Stati Uniti pretendono di ricevere tale somma dall’Iran come risarcimento per le vittime dell’attentato.

Bandiera ufficiale dell'Iran. Fonte: ISIRI (18 giugno 2012)

Bandiera ufficiale dell’Iran. Fonte: ISIRI (18 giugno 2012)

Il giudice ha deciso che, almeno per il momento, e in attesa della sentenza sul caso, gli asset iraniani debbano restare congelati nel piccolo paese dell’Unione europea. Gli avvocati iraniani della banca centrale hanno quindi tentato invano di recuperare gli 1.6 miliardi di dollari congelati presso la Clearstream clearing house, compagnia finanziaria con sede in Lussemburgo.

Nel 2012, un giudice di New York ha chiesto all’Iran di sborsare 7 miliardi di dollari per i danni ai familiari e ai beni delle vittime degli attacchi dell’11 settembre, accusando il paese di complicità con Al-Qaeda, ai cui membri sarebbe stato consentito di soggiornarvi ovvero di attraversarne il territorio.

L’Iran ha smentito e smentisce tuttora ogni accusa a suo carico.

Prima che il 14 luglio 2015 venisse siglato lo storico accordo sul nucleare iraniano, miliardi di dollari in asset iraniani erano rimasti congelati in numerosi conti bancari, collocati sia in Europa che negli Stati Uniti.

Alcuni assets iraniani sono ancora bloccati nonostante l’accordo del 2015, in parte a causa di controversie pendenti, legate a richieste di risarcimento danni, come nel caso dell’attacco bomba contro la caserma dei Marines in Libano, che nel 1983 ha tolto la vita a 241 americani. L’anno scorso, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito che 2.1 miliardi di dollari iraniani, depositati a New York in un conto Citibank, debbano essere destinati alle vittime americane dell’attacco del 1983. L’Iran ha respinto il verdetto, impugnando la decisione della Corte Suprema dinanzi alla Corte Internazionale di Giustizia.

di Redazione