Incontro tra Trump e al-Abadi alla Casa Bianca

Pubblicato il 21 marzo 2017 alle 9:21 in USA e Canada

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Il primo ministro iracheno, Haider al-Abadi, ha incontrato il presidente americano, Donald Trump, a Washington.

Ieri, nel giorno del 14esimo anniversario dell’invasione americana dell’Iraq, Trump ha accolto Abadi alla Casa Bianca. I due leaders hanno affrontato il tema della guerra contro l’ISIS e si sono congratulati a vicenda per i combattimenti in atto in Iraq. In particolare, Abadi ha riferito di essere rimasto soddisfatto dell’incontro e che la nuova amministrazione sembra essere molto più intenzionata a eliminare l’ISIS rispetto a quella precedente. “Ci è stato promesso che il supporto alle truppe irachene non solo continuerà, ma verrà accelerato”, ha spiegato Habadi. Dall’altra parte, Trump ha riferito che eliminare l’ISIS “non sarà una cosa semplice”, ma che, insieme all’Iraq, gli USA troveranno un modo per liberarsene molto presto.

Le autorità irachene hanno lanciato un’offensiva, nell’ottobre 2016, per liberare Mosul dalla presenza dell’ISIS, con il supporto della coalizione internazionale guidata dagli USA. L’esercito locale ha riconquistato la parte est della città, lo scorso gennaio, dopo 3 mesi di duri combattimenti. Al momento, almeno 5,000 truppe americane assistono le forze della coalizione internazionale, fornendo aerei, assistenza militare ed equipaggiamenti, per riprendere il controllo della zona ovest di Mosul.

Riguardo all’ISIS, Abadi ha affermato che le azioni militari non saranno sufficienti per sconfiggere i jihadisti. “Dobbiamo stare attenti, non si tratta solo di confronti militari, combattere il terrorismo è un’altra cosa, non si elimina soltanto con la forza”, ha spiegato il PM iracheno, il quale ha poi ringraziato Trump per aver rimosso il proprio paese dal bando sull’immigrazione. Il 6 marzo, Trump ha firmato un nuovo ordine esecutivo che vieta ai cittadini di 6 paesi islamici, quali Iran, Siria, Yemen, Libia, Somalia e Sudan, di entrare negli USA, da cui l’Iraq è stato escluso su richiesta di Abadi, per via della stretta collaborazione tra i due paesi nella lotta contro l’ISIS. “Grazie per aver rimosso l’Iraq, è stata una risposta positiva alla nostra richiesta e sicuramente migliorerà le relazioni tra i nostri Stati”, ha affermato Abadi.

Intanto, ieri, lo US Department of Defence ha reso noto che l’esercito iracheno sta penetrando nella città vecchia di Mosul, avvicinandosi sempre di più all’Iron Bridge che, se venisse conquistato, permetterebbe ai soldati di avere un collegamento diretto tra il centro storico della città e il centro moderno. Per di più, la liberazione della zona antica ha un significato simbolico importante perché porterebbe alla riconquista della moschea al-Nuri, dove, nel giugno 2014, il leader supremo dell’ISIS, Abu Bakrs al-Baghdadi, si è autoproclamato capo dello Stato Islamico.

Il PM iracheno, Haider al-Abadi. Fonte: Wikimedia Commons

Il PM iracheno, Haider al-Abadi. Fonte: Wikimedia Commons

di Redazione

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