La Vice Presidente delle Filippine denuncia la guerra alla droga

Pubblicato il 15 marzo 2017 alle 12:13 in Asia Filippine

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La Vice Presidente delle Filippine denuncia la guerra al narcotraffico nel video messaggio inviato all’Onu. Il problema della salute pubblica non può essere risolto “soltanto con i proiettili”, ha dichiarato Leni Robredo.

Sono più di 8 mila le persone morte dall’inizio della guerra al narcotraffico che il presidente Rodrigo Duterte ha avviato dalla sua entrata in carica, il 30 giugno 2016. Delle 8 mila vittime, 2500 sono morte durante le operazioni di polizia che dichiara di aver sparato solo per autodifesa. I gruppi di attivisti per i diritti umani affermano che tra le restanti 6500 vittime vi siano persone che facevano uso di droga e spacciatori le cui uccisioni sono extragiudiziali avvenute, probabilmente, su ordine della polizia. Le forze dell’ordine negano che ciò sia accaduto.

La vice presidente delle Filippine, Leni Robredo, ha inviato un video che verrà mostrato durante la conferenza annuale sulle droghe dell’Onu, giovedì 16 marzo a Ginevra. Nel video messaggio Leni Robredo mette in discussione la guerra iniziata dal presidente Duterte e definisce le uccisioni “esecuzioni sommarie”. “I Filippini colpiti erano senza speranza e privi di auto. Il numero di vittime connesse al narcotraffico continua ad aumentare”, secondo le dichiarazioni di Robredo nel video che è già stato diffuso su youtube. “Abbiamo dei dati statistici preoccupanti: più di 7 mila persone sono state uccise con esecuzioni sommarie dallo scorso luglio 2016. I cittadini del nostro paese hanno bisogno di un ambiente sicuro”, continua la dichiarazione della Vice Presidente. Il governo non ha ancora diffuso alcun commento in merito al video.

Leni Robredo è una dei pochi politici di spicco delle Filippine ad aver deciso di far sentire la propria voce contro la campagna anti-droga del presidente. Molti critici della politica presidenziale sono stati screditati o messi a tacere dal governo o aggrediti dalla moltitudine che sostiene il presidente anche sul web. Duterte si è impegnato in prima persona a mettere a tacere anche i capi di stato di altri paesi che mettano in discussione la sua politica contro la diffusione delle droghe nel suo paese.

Il rapporto tra il presidente e la vice Robredo è gelida e lei è stata invitata a non partecipare agli incontri del gabinetto. I due si incontrano di rado, soltanto durante gli eventi pubblici. Leni Robredo appartiene a un altro partito politico e non è stata una scelta del presidente Duterte averla come suo vice, poiché il vice presidente nelle Filippine viene eletto separatamente dal presidente. Robredo è un’attivista sociale e un avvocato ed è convinta che la popolazione dovrebbe pretendere maggiore trasparenza sulla guerra alle droghe e ha messo più volte in discussione i dati diffusi da Duterte in merito all’utilizzo di droghe tra i filippini. Secondo il presidente sarebbero 4 milioni i cittadini filippini che sono “schiavi della droga”.

“I nostri leader devono essere onesti in merito alle basi della guerra alla droga e riguardo a quale siano le dimensioni reali del problema”, ha dichiarato Leni Robredo, aggiungendo che il problema della diffusione degli stupefacenti è legato alla povertà e alle disuguaglianze sociali. Nel suo video messaggio, la Vice Presidente elenca una serie di accuse di violazione dei diritti umani che sarebbero avvenuti durante le operazioni di polizia, avvenute, a suo parere, per lo più nelle comunità più povere. “Alle persone viene detto che non hanno diritto di chiedere di vedere il mandato di perquisizione perché sono abusivi”, continua la denuncia nel video. Leni Robredo accusa anche la polizia di aver arrestato i familiari dei sospettati se non riuscivano a prendere loro direttamente. Si tratta di accuse che le forze dell’ordine ritengono false.

Le denunce di Leni Robredo si aggiungono a quelle degli attivisti e di Amnesty International che nel suo rapporto di gennaio 2017 descrive le uccisioni come extragiudiziali e le riassume nel titolo “Se sei povero, vieni ucciso: le esecuzioni extra-giudiziali nella guerra alla droga delle Filippine”. Il presidente Duterte aveva avviato la sua lotta alla diffusione della droga già prima delle elezioni, quando era sindaco della città di Davao. La lotta alla droga non comprende soltanto gli spacciatori e i distributori, ma anche tutti coloro che fanno uso di sostanze stupefacenti e secondo Human Rights Watch e Amnesty, prende di mira soprattutto i gruppi più poveri del paese. Duterte ritiene che la droga sia una piaga della società e mostra dati di diffusione dell’uso di stupefacenti superiori a quelli diffusi dalle Nazioni Unite. Secondo l’UNDOC (Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della Droga e la prevenzione del Crimine), infatti, le Filippine hanno un livello di uso di droghe inferiore alla media globale.

Manifestanti contrari alla guerra alla droga del Presidente Duterte. Fonte: Wikipedia Commons

Manifestanti contrari alla guerra alla droga del Presidente Duterte. Fonte: Wikipedia Commons

di Redazione

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