Gli “aliens” estoni e lettoni tra Europa e Russia

Pubblicato il 15 marzo 2017 alle 15:56 in Russia

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Il Parlamento Europeo sta valutando la concessione del diritto di voto ai non cittadini di Estonia e Lettonia in risposta alla decisione di Mosca di abrogare i visti d’ingresso per i titolari dei passaporti per “aliens”. Tallinn intanto verifica la possibilità di estendere la cittadinanza a tutti i residenti.

L’entrata in vigore di un decreto del Presidente della Federazione russa che abroga il visto per i titolari di passaporti per “non cittadini” estoni e lettoni ha provocato la reazione dell’Europarlamento e del governo di Tallinn.

Il Parlamento europeo ha istituito tre commissioni per valutare la concessione del diritto di voto alle elezioni europee ai “non cittadini” di Estonia e Lettonia, su proposta degli europarlamentari Jana Toom, estone, Tatjana Ždanoka e Andrej Mamykin, lettoni.

Un passaporto estone per "non cittadini" fonte: wikipedia

Un passaporto estone per “non cittadini” fonte: wikipedia

Il governo estone, guidato da Juri Ratas, del partito di Centro che ha la sua base elettorale proprio nella comunità russofona, ha dichiarato l’intenzione del governo di Tallinn di estendere la cittadinanza a tutti coloro che sono residenti in Estonia da più di 25 anni. Una misura simile risolverebbe il problema dei “non cittadini”, concedendo a tutti la piena cittadinanza estone. Nessuna iniziativa, per i momento, da parte del governo di Riga.

I “non cittadini” o “aliens” sono persone residenti in Estonia e Lettonia cui non è stata concessa la cittadinanza al momento dell’indipendenza perché non compivano i requisti minimi, nella maggior parte dei casi il motivo era la mancata conoscenza della lingua nazionale. Difatti, dei circa 400.000 “aliens” lettoni ed estoni, oltre i due terzi sono russofoni, il resto sono persone di origine ucraina e bielorussa.

I “non cittadini” pur avendo garantiti i diritti all’istruzione e alla salute, non godono del diritto di voto né di assistenza all’estero. Mosca ha concesso occasionalmente la cittadinanza russa ad alcuni “aliens”, senza mai affrontare il problema nel complesso, ritenendo di non poter concedere la cittadinanza a persone che non hanno alcun legame con la Russia, eccezion fatta per la lingua.

La Lituania, che inizialmente aveva seguito una linea simile a quella di Riga e Tallinn, ha concesso la cittadinanza ai suoi “aliens” nel 2004, in occasione dell’ingresso nell’Unione Europea.

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

di Redazione

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