Corea del Nord minaccia attacchi dopo l’arrivo portaerei USA

Pubblicato il 15 marzo 2017 alle 7:06 in Asia Corea del Nord

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Se la portaerei degli Stati Uniti violerà la nostra sovranità o la nostra dignità, risponderemo con attacchi “senza pietà”, ha avvertito la Corea del Nord, martedì 14 marzo.

La portaerei statunitense Carl Vinson e la sua flotta sono dirette in Corea del Sud per unirsi alle esercitazioni militari congiunte Usa-Corea, iniziate lo scorso 1 marzo. Pyongyang ha già lanciato quattro missili nelle acque della zona economica esclusiva del Giappone, in risposta all’avvio delle esercitazioni e ora ritiene che l’arrivo della portaerei sia parte di uno schema per colpirla.

“Se violano la sovranità o la dignità della Corea del Nord anche solo di poco, il suo esercito lancerà dei colpi di ultra precisione senza pietà e colpiremo via terra, aria, mare e per via sottomarina. Soltanto l’11 marzo molti aerei partiti dalla portaerei nemica hanno sorvolato la zona vicina alla zona area e marina territoriale della Corea del Nord compiendo esercitazioni di lanci di bombe e attacchi a sorpresa su bersagli militari a terra”, ha riportato la KCNA, l’agenzia di stampa ufficiale del regime.

Il portavoce della Marina degli Stati Uniti ha dichiarato che la Carl Vinson era impegnata in uno stanziamento previsto e regolare nella regione per prendere parte alle esercitazioni congiunte con il suo alleato, la Corea del Sud.

La tensione nella penisola coreana è in aumento in seguito al lancio da parte della Corea del Nord di 4 missili balistici nelle acque vicino alle coste del Giappone in risposta all’avvio, come accade ogni anno, dell’addestramento militare congiunto Usa-Corea del Sud. Pyongyang vede le esercitazioni come una preparazione alla guerra. Il lancio dei missili ha spinto la Corea del Sud ad accelerare l’installazione del sistema di difesa anti-missile THAAD di proprietà statunitense e venerdì il Segretario di Stato Usa, Rex Tillerson, compirà la sua prima visita ufficiale a Seoul. Le esercitazioni congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud sono iniziate il 1 marzo e coinvolgono 17 mila soldati americani e più di 300 mila controparti sudcoreane. Gli Usa hanno anche iniziato a fornire all’alleato dei droni d’attacco conosciuti come “grey eagle”.

La scorsa settimana l’ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite ha dichiarato che il presidente Trump sta rivalutando la strategia del suo paese nei confronti della Corea del Nord e ha affermato che “tutte le opzioni sono sul tavolo”.

A complicare ulteriormente lo scacchiere estremo orientale c’è la forte opposizione della Cina di fronte all’installazione di un sistema di difesa statunitense in Corea del Sud e all’avvio delle esercitazioni militari congiunte in un momento di tensione regionale. Il Ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, durante la sua conferenza stampa ai margini delle riunioni annuali del parlamento cinese, ha chiesto da un lato alla Corea del Nord di fermare i test nucleari e lo sviluppo di missili e dall’altro alla Corea del Sud e agli Stati Uniti di terminare le operazioni di addestramento.

“L’arrivo della portaerei Carl Vinson non aiuta per nulla ad allentare le tensioni nella penisola coreana. La situazione è complessa e molto delicata, speriamo che le parti coinvolte mostrino di rispettare la sicurezza regionale e abbiano un atteggiamento responsabile. Sono necessarie misure per allentare le tensioni e non provocazioni reciproche che hanno come unico risultato l’aumentarle”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Hua Chunying, durante la conferenza stampa del 14 marzo. Hua Chunying ha poi ripreso la metafora ferroviaria utilizzata dal ministro Wang Yi durante la sua conferenza stampa. Wang Yi paragona Usa-Corea del Sud da un lato e Corea del Nord dall’altro a due treni che corrono uno verso l’altro a gran velocità, auspicando che entrambe possano tirare il freno di sicurezza e che ci sia uno scambio per evitare lo scontro e far tornare tutti sul binario corretto.

Alla domanda dei giornalisti in merito a una possibile partecipazione delle forze militari del Giappone alle operazioni di addestramento già avviate da Corea del Sud e Stati Uniti, Hua Chunying ha ribadito la necessità di alleviare le tensioni regionali e sintetizzato la situazione attuale nella penisola coreana che definisce “tesa e complessa”. Da un lato ci sono le violazioni alle risoluzioni Onu della Corea del Nord e il suo proseguo di sviluppo del programma nucleare. Dall’altro ci sono le esercitazioni militari di grande portata di Corea del Sud e Stati Uniti a cui si unisce anche il Giappone. Si tratta di un circolo vizioso, una situazione di tensione che aumenta sempre di più e non è benefica per nessuno dei paesi coinvolti, secondo la portavoce della diplomazia cinese. La Cina auspica un atteggiamento costruttivo e responsabile da parte dei paesi coinvolti e spera che si possa tornare sul binario giusto evitando di aggiungere benzina sul fuoco.

La Cina è finora stata un’importante partner commerciale e alleato di Pyongyang e solo quest’anno ha tagliato le importazioni di carbone dalla penisola per rispondere alle accuse di mancato impegno sulla questione del nucleare in Corea del Nord sollevate dall’amministrazione Trump. D’altro canto, l’installazione del sistema di difesa anti-missile THAAD in Corea del Sud preoccupa Pechino, poiché si tratta di un sistema dotato di radar molto potenti e a lungo raggio in grado di penetrare anche nel territorio cinese minandone, così, la sicurezza.

Consultazione delle fonti cinesi e redazione a cura di Ilaria Tipà

Portarei Carl Vinson della Marina USA. Fonte: Wikipedia Commons

Portarei Carl Vinson della Marina USA. Fonte: Wikipedia Commons

 

di Redazione

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